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GT 1300 Junior Z (1969)

La GT 1300 Junior Z è una coupé a due posti dalla linea moderna e slanciata, con linee spigolose, finiture essenziali e ampie superfici vetrate che anticipano le tendenze degli anni Settanta.

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L’auto nasce dalla collaborazione fra Alfa Romeo e la carrozzeria milanese Zagato, dopo aver vissuto una prima giovinezza tra la fine degli anni Venti e gli anni Trenta, si era sopita per un lungo tempo, fino al ritorno con la 1900 Super Sprint Zagato, la Gulietta SZ e la 2600 SZ. La vera svolta era però avvenuto con la Giulia TZ e la Giulia TZ2, due vetture nate espressamente per le competizioni all’alba degli anni Sessanta. Nel 1969, invece, Zagato decide di ritornare alla produzione di una variante di carrozzeria, proponendo al Salone di Torino un’alternativa più sportiva e moderna alla contemporanea GT 1300 Junior, con carrozzeria Berone disegnata da Giorgio Giugiaro.

La GT 1300 Junior Z è basata in realtà sul pianale a passo accorciato della contemporanea Spider 1300 Junior e vestita con una carrozzeria fastback (con il padiglione raccordato direttamente allo specchio di coda mediante un lunotto fortemente inclinato) dalle linee tese e spigolose, nettamente in contrasto con la Junior di serie.

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Il design della GT 1300 Junior Z

Inedito è anche il frontale, con la calandra ed i quattro fari completamente nascosti da un plexiglas trasparente, le cui uniche aperture sono costituite dallo scudetto Alfa centrale e da una “colonna” di piccole prese d’aria asimmetriche. Gli interni sono caratterizzati da un design essenziale e minimale, che reinterpreta in chiave moderna e sportiva le proporzioni della vettura di base. I sedili sono avvolgenti (con una posizione di guida distesa) e molti dettagli neri, ma le ampie superfici vetrate garantiscono comunque una buona luminosità. Grazie alla migliore profilatura aerodinamica, la velocità massima sale a 176 Km/h, una manciata in più rispetto alla Junior di Bertone.

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Caratteristico della Junior Z, è lo scarso isolamento termico dell’abitacolo, cui lo stilista cerca di sopperire con il lunotto posteriore apribile a compasso tramite un comando elettrico. In tre anni di permanenza sul listino, saranno 1108 gli esemplari venduti.

SCHEDA TECNICA

Motore anteriore, longitudinale verticale, 4 cilindri in linea

Struttura monoblocco e testa in lega leggera

Cilindrata cc 1290

Alesaggio x corsa mm 74×75

Distribuzione 2 alberi a camme in testa con comando a doppia catena

Numero valvole 2 per cilindro

Rapporto di compressione 9:1

Alimentazione 2 carburatori doppio corpo

Accensione a spinterogeno

Raffreddamento a liquido

Lubrificazione a carter umido

Potenza massima 89 CV a 6000 giri/min

Coppia massima 12,3 kgm a 3000 giri/min

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Trazione posteriore

Frizione monodisco a secco, comando idraulico

Cambio 5 marce + RM

Telaio scocca autoportante in acciaio

Sospensione anteriore ruote indipendenti, quadrilatero trasversale e biella obliqua, molle elicoidali, ammortizzatori idraulici, barra stabilizzatrice

Sospensione posteriore ponte rigido, triangolo centrale, puntone longitudinale, molle elicoidali, ammortizzatori idraulici, barra stabilizzatrice

Freni doppio circuito con servofreno, a disco sulle 4 ruote

Sterzo a circolazione di sfere

Serbatoio carburante capacità litri 50

Velocità massima km/h 175