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Mattia Binotto e l’occhio rivolto al cronometro, che non sbaglia

Per Mattia Binotto quella patita durante le qualifiche di ieri è una cocente delusione, le due Ferrari risultano parecchio attardate rispetto alla testa del gruppo

Mattia Binotto

C’è da ammettere che la pioggia vista ieri al Red Bull Ring durante i primi sprazzi di quello che sarà oggi il Gran Premio della Stiria, veniva vista in casa Ferrari come una probabile alleata alla ricerca di un exploit possibile quanto difficilmente raggiungibile. Contro un Lewis Hamilton che pare praticare al meglio una danza della pioggia che conferma le sue doti sul bagnato, nulla può questa SF1000 che non ne vuole sapere di essere una Ferrari purosangue.

Sul bagnato le monoposto condotte con difficoltà da Sebastian Vettel e Charles Leclerc non producono niente di buono. Le prestazioni sono quelle che sono e la decima e undicesima piazza (quest’ultima divenuta poi quattordicesima per Charles) la dicono lunga sulle disponibilità di una monoposto tutt’altro che competitiva. Ancora una volta davanti ci sono monoposto che un anno fa si trovavano altrove, frutto di una situazione praticamente capovolta. Bisognerà tentare la rimonta anche se, a meno di eventuali problematiche come quelle venute fuori domenica scorsa, appare sempre più difficile. Sebbene sull’asciutto previsto per oggi magari si potrebbe beneficiare di qualche aspettativa in più.

La delusione di Binotto

Tra i più delusi del lotto c’è ovviamente il team principal della Scuderia. Mattia Binotto non ha infatti nascosto una evidente delusione andando a parare su tempi che certificano l’indisponibilità di una monoposto a correre per vincere. “È stata una giornata molto deludente. Dobbiamo accettare i dati forniti dal cronometro che non mente mai. In due qualifiche effettuate sullo stesso tracciato, sebbene in condizioni molto diverse, non siamo mai riusciti ad essere competitivi. Non soltanto contro chi negli ultimi tempi erano i nostri diretti avversari ma anche con gli altri che erano alle nostre spalle in precedenza. Abbiamo provato a mettere in atto tanti sforzi per portare qui gli aggiornamenti previsti per l’Ungheria ma non abbiamo ottenuto i risultati previsti. Ora bisogna comprenderne il motivo e lavorare per cambiare questo stato che non è all’altezza della Ferrari. Sebbene non possiamo permetterci reazioni emotive, non possiamo nemmeno nascondere la realtà” ha ammesso Mattia Binotto. Una realtà probabilmente prevista ma fortemente inaspettata.