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CNH Industrial: due stabilimenti italiani sono a rischio

I sindacati hanno annunciato uno sciopero di otto ore che si terrà a luglio

CNH Industrial

Gli stabilimenti di CNH Industrial, presenti a Lecce e a Brescia, potrebbero essere a rischio a causa dei problemi legati al coronavirus. L’azienda del gruppo Exor, di cui appartiene anche FCA, ha messo in discussione il piano industriale dedicato alle fabbriche italiane.

Secondo quanto dichiarato dai sindacati, durante un incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico, le situazioni più critiche sono nel sito di Brescia, dove viene prodotto un Eurocargo a marchio Iveco, e in quello di Foggia, dove si realizzano macchine per le costruzioni.

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CNH Industrial, alcuni impianti italiani sono a rischio a causa del coronavirus

CNH Industrial: il coronavirus fa danni anche nella holding del gruppo Exor

Parliamo di impianti che danno lavoro a 2700 persone su 17.400 totali, ossia la metà della forza lavoro presente in Europa. Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri affermano che l’accordo del 10 marzo al momento non è stato ancora rispettato, perciò hanno proclamato uno sciopero per il mese prossimo della durata di otto ore, oltre a chiedere un incontro con i Ministri dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e del Lavoro Nunzia Catalfo.

In merito a ciò, Michele De Palma – responsabile auto di Fiom – ha dichiarato: “Le crisi non si accompagnano è indispensabile un tavolo con i ministri. CNH confermi il piano e il governo garantisca gli strumenti necessari per il futuro occupazionale“.

In base le informazioni fornite dai dirigenti di CNH Industrial, i volumi di produzione nella fabbrica di Lecce sarebbero diminuiti dal 35% al 40% mentre a Brescia attorno al 35%. “CNH non si aggiunga alla lista delle multinazionali che vengono meno agli impegni presi. L’esecutivo intervenga in tempo“, ha aggiunto Gianluca Ficco – responsabile auto di Uilm.

In ogni caso, i responsabili del gruppo hanno confessato le incertezze sugli ordini e il fatturato dei due stabilimenti rispetto al piano industriale annunciato prima dello scoppio della pandemia. Tali dichiarazioni hanno allertato i sindacati che, come detto poco fa, hanno proclamato uno sciopero di otto ore previsto per luglio.

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