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Carburanti: i prezzi di benzina e diesel tornano a salire

La benzina ora costa mediamente 1,4 euro al litro mentre il diesel 1,284 euro

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Il prezzo medio della benzina, in modalità self-service, torna a salire a 1,4 euro al litro. Dopo il calo registrato durante la fase di lockdown, a causa del crollo dei consumi e delle quotazioni internazionali, l’elaborazione di Quotidiano Energia, comunicata dai gestori al Ministero dello Sviluppo Economico, mostrano che il prezzo medio del carburante ora è compreso tra 1,395 euro e 1,421 euro al litro con marchio e 1,376 euro senza, con una media di 1,400 euro al litro rispetto a 1,396 euro di due giorni fa.

In modalità servito, invece, la benzina costa mediamente 1,547 euro al litro. In particolare, il prezzo presso i diversi marchi varia tra 1,551 euro e 1,613 euro al litro mentre quello dei no logo è di 1,432 euro. Prendendo in considerazione i dati settimanali forniti sempre dal MISE, il verde in modalità self-service è sceso al di sotto di 1,4 euro a fine aprile.

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Per quanto concerne il diesel, in modalità self-service è previsto un prezzo medio di 1,284 euro al litro, con le compagnie posizionate tra 1,278 euro e 1,305 euro al litro mentre i no logo a 1,257 euro. Nella modalità servito, il gasolio è costato mediamente 1,433 euro al litro, con prezzi medi compresi tra 1,397 euro e 1,498 euro al litro presso le compagnie e 1,314 euro per no logo.

Infine, il prezzo medio del GPL va da 0,574 euro a 0,600 euro per quanto riguarda le compagnie e 0,571 euro per no logo. Il Quotidiano Energia ha sottolineato che i prezzi raccomandati sono aumentati un paio di giorni fa a causa di Enel e ieri per IP e Tamoil.

Il Codacons ha commentato affermando: “L’aumento dei prezzi dei carburanti non è da attribuire all’andamento delle quotazioni petrolifere, ma risiede nell’incremento degli spostamenti degli italiani durante la Fase 3. Il petrolio registra in questi giorni quotazioni stabili attorno ai 40 dollari al barile, mentre a crescere sensibilmente è l’utilizzo delle automobili da parte degli italiani, che tornano a spostarsi per il paese per raggiungere le seconde case o recarsi al mare. Proprio la ripresa dei consumi petroliferi determina un rialzo ingiustificato dei prezzi alla pompa, che danneggia non solo gli automobilisti ma l’intera collettività, con ripercussioni negative sui prezzi dei prodotti trasportati, a partire dagli alimentari“.

L’Unione Nazionale Consumatori (UNC), invece, ha dichiarato: “Da quando sono ripresi gli spostamenti liberi all’interno della propria regione, in un mese, su un pieno di 50 litri di carburanti c’è stato un aggravio di 93 cent per la benzina e 83 cent per il gasolio. Non sembra un rincaro astronomico, eppure su base annua è pari ad un incremento di spesa per autovettura pari a 22,3 euro all’anno per la benzina e 20 euro per il gasolio“.

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