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Una piccola “retromarcia” dovuta alla pandemia per la Formula 1

Per Ross Brawn, managing director della Formula 1, la pandemia da Coronavirus ha inevitabilmente prodotto una piccola retromarcia al Circus

Kimi Raikkonen Test 2020 - 4

La pandemia da Coronavirus ha costretto la Formula 1 a “una leggera retromarcia” su alcuni dei principali cambiamenti che aveva pianificato per il futuro, lo ha ammesso il managing director del Circus, Ross Brawn.

L’interruzione dell’avvio stagionale, che inizierà dall’Austria a partire dalla prossima settimana, ha portato a ritardi significativi soprattutto in relazione al cambiamento dei regolamenti. Difatti i nuovi regolamenti tecnici erano stati originariamente previsti per il prossimo anno. Le regole che dovrebbero consentire duelli più ravvicinati non entreranno in vigore prima del 2022.

Prima dell’approdo dei nuovi regolamenti

“La Formula 1 era in un posto fantastico”, ha dichiarato Ross Brawn a RaceFans “stavano arrivando le nuove regole, stava arrivando il limite di costi, erano quindi tante le cose positive per il futuro. Ma abbiamo dovuto mettere tutto in pausa, o più che altro abbiamo dovuto mettere in pratica una leggera retromarcia per qualche tempo. Ma torneremo di nuovo”. Alcune modifiche alle regole pianificate in precedenza andranno infatti avanti, come il limite di budget che sarà impostato a un livello inferiore rispetto a quanto inizialmente previsto. Questo ha lo scopo di aiutare le squadre più piccole in un momento in cui sono sottoposte a forti pressioni dal punto di vista finanziario.

Le sfide da affrontare rappresentano il motivo per cui Ross Brawn crede che la Formula 1 debba cercare di tenere un campionato valido quest’anno invece di annullarlo completamente come inizialmente era stato suggerito da più parti, anche da esponenti di spicco come Ecclestone o Max Mosley.

“Siamo in grado di dare vita ad un campionato praticabile”, ha detto Brawn “penso che possiamo recuperare molto dal punto di vista economico ovvero un dato che è vitale per i team. Fermare il campionato avrebbe significato chiudere completamente il rubinetto per tutte le squadre. Penso che avrebbe anche permesso a molti team di riconsiderare il loro futuro in Formula 1″. “Siamo una grande industria”, ha aggiunto “abbiamo migliaia di persone che dipendono dalle corse automobilistiche e questo non possiamo ignorarlo. Penso che stopparlo sarebbe stata la cosa più sbagliata da fare”.

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