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Alfa Romeo: proroga in arrivo per la cassa integrazione a Cassino

Ancora non c’è una data per la ripresa produttiva a Cassino

Continua l’incertezza in merito alla ripresa produttiva dei modelli Alfa Romeo nello stabilimento FCA di Cassino, fermo dallo scorso mese di marzo a causa del lockdown dovuto all’emergenza Coronavirus. A differenza di altri stabilimenti di produzione FCA in Italia, il sito di Cassino è ancora fermo (al netto di alcuni reparti di componentistica collegati alle attività di altri stabilimenti) e non c’è ancora una data ufficiale sulla ripresa delle attività di produzione dei modelli Alfa Romeo.

In queste ore, da ambienti sindacali trapela la conferma in merito ad un’ulteriore proroga della cassa integrazione, in scadenza il prossimo 14 maggio. E’ probabile, come già emerso in alcune indiscrezioni della scorsa settimana, che la produzione dei modelli Alfa Romeo a Cassino resti ferma ancora per alcuni giorni. Al momento, non ci sono ancora conferme in merito ad una possibile ripresa produttiva fissata per il 19 maggio, data al centro di diversi rumors nei giorni scorsi.

Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche quella di una riapertura dello stabilimento per la prossima settimana, per smaltire una serie di ordini arrivati in questi mesi di lockdown (in particolare dal Giappone), con un successivo nuovo ricorso alla cassa integrazione nel corso delle settimane successive. Probabilmente, una decisione definitiva sarà presa nel corso delle prossime ore.

E’ certo che lo stabilimento FCA di Cassino, per la ripresa produttiva, dovrà adeguarsi al rigido protocollo di sicurezza che è già stato applicato alla Sevel, a Melfi e in tutti gli altri siti di produzione di FCA in Italia. Il protocollo in questione, frutto dell’accordo sulla ripresa produttiva tra FCA e sindacati, prevede l’applicazione di una lunga serie di provvedimenti per limitare al massimo i rischi di contagio.

In attesa della ripartenza del mercato si aspettano i progetti del “piano Italia”

Al momento, il mercato dell’auto, in Italia ma anche in altri mercati internazionali, è in leggera ripresa, rispetto al crollo registrato nel corso del mese di aprile (il mese scorso le vendite in Italia sono diminuite del -97%). Si tratta di numeri ancora molto bassi e del tutto insufficienti per smaltire la mole di unità già prodotte nei mesi scorsi.

Considerando le scarse richieste per Giulia e Stelvio, nonostante il debutto del Model Year 2020, e la possibile fine della produzione della Giulietta, che potrebbe non tornare in produzione alla riapertura dello stabilimento, il futuro prossimo dello stabilimento di Cassino è praticamente segnato.

Il sito di produzione continuerà ancora per molti mesi a dover fare i conti con un costante ricorso alla cassa integrazione in vista dei nuovi progetti previsti dal “piano Italia”, il piano industriale di FCA per gli stabilimenti italiani che, come chiarito recentemente dall’azienda, non subirà cancellazioni a causa dell’emergenza Coronavirus (anche se potrebbero esserci ritardi nelle date di avvio dei nuovi progetti).

Per Cassino è confermato, quindi, l’avvio della produzione del Maserati D-SUV, il nuovo modello entry level della gamma Maserati che sarà sviluppato a partire dalla piattaforma Giorgio, la stessa dello Stelvio. I lavori di pre-produzione del D-SUV del Tridente dovevano iniziare lo scorso mese di marzo ma il lockdown ha bloccato tutto. Ad oggi, non è ancora chiaro quando prenderà il via il progetto.

Nel frattempo, lo stabilimento attende conferme anche per i restyling di Giulia e Stelvio che, a differenza dei Model Year 2020, introdurranno una lunga serie di novità a partire da un aggiornamento della gamma di motorizzazioni con il debutto delle nuove unità mild hybrid e con una nuova versione Veloce che potrebbe superare quota 300 CV (si parla di 330 CV con sistema mild hybrid ma non ci sono ancora conferme).

La ripresa produttiva (in programma nelle prossime settimane anche se ad oggi una data non c’è ancora) potrebbe portare con sé l’arrivo di nuove conferme sulle tempistiche di avvio dei progetti previsti dal “piano Italia” per lo stabilimento di Cassino. Il sito laziale senza nuovi investimenti non potrà sopravvivere allungo. La produzione di Giulia e Stelvio, infatti, non basta a garantire livelli di produzione sufficienti.

Maggiori dettagli sul futuro dello stabilimento di Cassino e sulla possibile ripresa produttiva potrebbero arrivare già nel corso dei prossimi giorni. Continuate a seguirci per saperne di più.