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Piccolo calo nei ricavi e nei profitti Ferrari del primo trimestre

L’attuale situazione di emergenza sanitaria produce soltanto piccoli effetti negativi in casa Ferrari, un ottimo dato quindi

Ferrari 275 GTB 6C 1965

Si può dire che nonostante tutto in Ferrari sono riusciti a limitare i danni, provenienti dalla pandemia da Coronavirus. Le finanze della casa di Maranello hanno infatti subito soltanto un lieve calo in termini di ricavi e profitti. In ogni caso a Maranello hanno già rivisto al ribasso le stime su tutto l’anno in modo da tener conto di eventuali impatti che potrebbero essere più marcati durante il secondo trimestre.

I ricavi potrebbero infatti subire un duro colpo soprattutto se si guarda a quei proventi provenienti dalla Formula 1. Ma a questi vanno sommati comunque possibili non ricavi provenienti dalle attività generali del marchio o di quelli che dovrebbero provenire per esempio dalla vendita dei motori alla Maserati.

Nei primi tre mesi le consegne sono comunque cresciute

In ogni caso si può dire che nei primi tre mesi di quest’anno, con gennaio e febbraio che non hanno risentito dell’avanzare del contagio, le vendite sono comunque cresciuto secondo valori nell’ordine del 4,9%; un dato che ha permesso di raggiungere ben 2.738 vetture vendute nonostante la quasi conseguente sospensione delle attività di vendita.

Gli ottimi dati sono stati messi in pratica dalle vendite di vetture con motori ad otto cilindri che hanno rappresentato il 5,7% in più del totale mentre il 2,4% in più è stato il dato delle vetture con motorizzazione a dodici cilindri. Dal punto di vista dei modelli più venduti ci sono stati la 488 Pista, la 488 Pista Spider che assieme alla F8 Tributo hanno compensato la fine del ciclo vitale della 488 GTB e della 488 Spider. Anche le Ferrari Monza SP1 e SP2 hanno rappresentato un dato in linea con le attese, almeno secondo quanto ammesso dalla stessa Ferrari.

Dal punto di vista geografico, ottimi valori ha fatto segnare la regione EMEA che ha segnato un +25,4% di consegne, +4,2% in America mentre decrescono Cina Continentale, Taiwan e Hong Kong. Dati legati al fatto che le consegne sono state anticipate al 2019. Il settore Asia-Pacifico rimanete ha invece registrato un ottimo aumento, pari al 23,2%.

Lieve calo in termini di ricavi

I ricavi netti si sono attestati a 932 milioni di euro con un andamento discendente pari all’1%. Ma crescono i ricavi generati dalla vendita di vetture e parti di ricambio con valori nell’ordine del 7,3% e 788 milioni con ottimi volumi messi in pratica proprio dalle 488 Pista, Pista Spider e F8 tributo. La crescita è stata anche dovuta alle ottime performance delle Ferrari Monza SP1 e SP2 oltre a quelle a cui hanno contribuito i diversi programmi di personalizzazione. Frenano invece le 488 GTB e 488 Spider ma anche la FXX-K EVO. La flessione delle consegne di motori alla Maserati ha prodotto una contrazione dei ricavi nell’ordine del 44,2%. L’attuale sospensione della Formula 1 ha invece prodotto il 30% in meno di ricavi, in accordo anche con l’affluenza ridotta nei negozi a marchio Ferrari e nei musei.

Tutti questi dati, in accordo con la sospensione delle attività, ha inoltre prodotto effetti sull’andamento generale della redditività. L’utile operativo ha subito una contrazione del 5,2% con profitti fermi al meno 14% rispetto allo scorso anno.

La riapertura

Nel frattempo la ripresa delle attività in Ferrari sarà condotta in maniera graduale. Si partirà dal quartier generale di Maranello e dall’impianto produttivo di Modena che da stamattina sono tornati operativi. Dal 13 maggio prossimo i motoristi della Formula 1 potranno tornare in sede e l 20 maggio chi si dedica all’aspetto telaistico delle monoposto della massima serie. Dall’8 maggio tutta l’area prodotto tornerà ad essere pienamente operativa, con i reparti dedicati alla Formula 1 che in definitiva partiranno in ritardo.

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