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Alfa Romeo Giulia: vendite del primo trimestre 2020 negli USA a confronto le dirette rivali

La Giulia registra un calo percentuale inferiore rispetto a molte rivali ma i volumi restano limitati

Il primo trimestre del 2020 negli USA si è chiuso con il forte calo del mercato registrato nel corso del mese di marzo a causa dell’inizio della pandemia di Coronavirus sul territorio americano. Per Alfa Romeo, i risultati negativi di marzo hanno condizionato il primo trimestre che nei primi due mesi, stando alle dichiarazioni di FCA che però non sono state supportate dai numeri, era iniziato in modo positivo.

Per Alfa Romeo, ricordiamo, il primo trimestre del 2020 negli USA si è chiuso con un calo del -14% con Giulia e Stelvio che hanno segnare dati molto simili. In quest’articolo analizzeremo le vendite dell’Alfa Romeo Giulia mettendole a confronto con le dirette rivali che, nella maggior parte dei casi, hanno fatto segnare un calo percentuale maggiore (ma volumi sensibilmente maggiori) rispetto a quello della berlina italiana.

Vendite Alfa Romeo Giulia

Nel corso dei primi tre mesi del 2020, come riportato nelle scorse settimane da FCA, Alfa Romeo ha venduto un totale di 1.759 unità di Alfa Romeo Giulia con un calo percentuale del -13.6% rispetto ai dati del primo trimestre dello scorso anno. Ricordiamo che la berlina ha venduto poco meno di 9 mila unità nel 2019 sul mercato americano facendo registrare un calo del -24%.

Il segmento dell’Alfa Romeo Giulia vede come protagonista assoluta la BMW Serie 3 che, grazie al successo della nuova generazione, registra 10.613 unità vendute nel primo trimestre del 2020 con una crescita percentuale del +29%. La berlina bavarese, come vedremo, è l’unico modello del segmento che registra vendite in crescita negli USA rispetto allo scorso anno.

La crisi del segmento viene confermata dai dati della Mercedes Classe C che, considerando tutte le sue varianti, si ferma ad appena 6.856 unità vendute con un crollo del -56% rispetto ai dati raccolti nel corso del primo trimestre dell’anno passato, quando il totale di unità vendute superò quota 15 mila esemplari.

Dati fortemente negativi anche per le rivali nipponiche di Giulia. La Infiniti Q50, ad esempio, si ferma a 5.575 unità vendute con un calo del -32% rispetto allo scorso anno. In calo anche la Acura TLX che chiude il trimestre con 5.484 unità vendute e con un calo del -22% rispetto ai dati del primo trimestre dell’anno passato.

In casa Audi, invece, si segnalano i 5.320 esemplari vendute dall’Audi A5, in calo del -2.9%, e i 3.950 unità esemplari dell’Audi A4, che registra un calo pari al -31.6%. Da notare le 3 mila unità vendute della Cadillac CT5, una delle novità più recenti del mercato a stelle e strisce. Forte calo anche per la Lexus IS che si ferma a 2741 unità vendute con una riduzione delle vendite del -30%.

Nel segmento della Giulia si segnala anche il calo della Volvo 60-Series che si ferma a 2.406 unità vendute, con una riduzione delle consegne del -39.2% rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Crollo anche per la BMW Serie 4 che chiude il trimestre con 2.198 unità vendute e con un calo del -70% rispetto ai dati dell’anno passato. In calo del -7% la Genesis G70 che si ferma a 2.074 unità.

Come  evidente analizzando i dati, quasi tutti i modelli del segmento della Giulia registrano un calo delle vendite davvero marcato, sia in termini di volumi assoluti che in termini percentuali. Marchi come Mercedes, Audi, Volvo e Infiniti hanno chiuso il primo trimestre con un calo davvero significativo delle vendite confermando le difficoltà del mercato americano (a partire dal mese di marzo) e più in generale un calo generalizzato per le vendite delle berline premium che negli USA chiamano “luxury sedan”.

Il dato di marzo, condizionato dallo scoppio dell’epidemia di Coronavirus, altera in parte i risultati e non ci permette di avere un’idea chiara sull’impatto del nuovo Model Year 2020 della Giulia (accolto in modo molto positivo dalla stampa specializzata americana). Il secondo trimestre del 2020 sarà ugualmente condizionato dall’emergenza sanitaria e probabilmente sarà necessario attendere il secondo semestre dell’anno per avere un’idea più chiara sui possibili margini di crescita dell’Alfa Romeo Giulia oltreoceano.

Ricordiamo che Alfa Romeo dovrebbe presentare nel 2021 l’atteso restyling di metà carriera per la Giulia che andrà a rinnovare il progetto sotto diversi aspetti, a partire dal comparto delle motorizzazioni che registrerà il debutto delle versioni mild hybrid. Negli USA, invece, non arriveranno le nuove Giulia GTA e GTAm, le due super sportive presentate a inizio marzo che, pur non potendo contribuire in modo diretto alla crescita delle vendite, avrebbero potuto garantire un’importante ribalta mediatica per la berlina.

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