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L’ultima volta che si sono corsi due GP sullo stesso tracciato di Formula 1

Nell’era delle gare di Formula 1 non titolate si videro per l’ultima volta due Gran Premi su uno stesso tracciato durante il medesimo anno

Formula 1 Anni 70

In questa strana situazione che sta coinvolgendo anche la Formula 1, a causa della pandemia da Coronavirus, una tra le soluzioni proposte è quella di realizzare almeno due Gran Premi all’interno di uno stesso tracciato in grado di ospitare un doppio appuntamento stagionale. Per quanto riguarda il campionato del mondo di Formula 1, sarebbe un fatto senza precedenti. Nessun tracciato ha mai disputato due Gran Premi durante lo stesso anno.

La cosa più vicina a quella che si prospetta è stata l’unica fase del campionato che si è svolta sul percorso AVUS di Berlino nel 1959. Che è stato eseguito su due manche, ma ha comunque fornito punti validi per un solo round. Al contrario, nel 2014, Abu Dhabi ha tenuto una gara standard ma ha fornito punti per due, un’eventualità rapidamente abolita. Tuttavia, quando si correvano gare non inserite in campionato, era comune per le monoposto di Formula 1 correre sugli stessi circuiti più di una volta all’anno. Ciò è stato possibile per esempio in Gran Bretagna, grazie anche alla nota presenza di diversi team locali, sebbene i migliori rivali provenienti da oltre confine come Ferrari e Ligier siano stati spesso persuasi ad effettuare comunque il viaggio. Prendendo in considerazione il circuito di Silverstone, che viene indicato come uno dei tracciati che potrebbero ospitare più Gran Premi quest’anno, ha ospitato regolarmente sia il Gran Premio di Gran Bretagna che il BRDC International Trophy negli Anni Settanta. Brands Hatch, che all’epoca condivideva il round del campionato del mondo in Gran Bretagna, ha ospitato anche gare non titolate.

Alla fine degli Anni ’70 il declino

Le gare non titolate subirono un notevole declino alla fine degli Anni Settanta quando il calendario del campionato del mondo si espanse e le squadre dedicarono più tempo ai test sugli pneumatici. Nessun appuntamento si è tenuto ad esempio nel 1982 e l’anno successivo ha visto l’evento finale di Formula 1, non titolato, la Race of Champions organizzata dal British Racing and Sports Car Club e tenuto presso il circuito di Brands Hatch.

Bernie Ecclestone, a quel tempo grande capo del team Brabham e capo dell’associazione dei costruttori di Formula 1, diede la sua benedizione per la gara e introducendo una delle auto del suo team per la gara del 10 aprile. Ma con i piloti di Formula 1 impegnati, Nelson Piquet era interessato in sessioni di test di pneumatici mentre Riccardo Patrese si dedicava ad altre tipologie di vetture, venne richiamato l’ex pilota Hector Rebaque per guidare una BT52.

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Quindi anche altre grandi squadre accolsero l’invito schierando soltanto singole monoposto. Tuttavia la presenza del campione in carica, Keke Rosberg, a bordo della Williams e il campione di Formula 1 1980, Alan Jones, assicurarono che il titolo “Race of Champions” assumesse un certo rilievo. La griglia composta da 13 monoposto apparve risicata, ma presentava tra i piloti favoriti i locali John Watson (McLaren) e Nigel Mansell (Lotus).

La gara andava corsa in 40 giri, poco più della metà del Gran Premio ufficiale, ma il dato sorprendente fu che circa la metà dei partecipanti non riuscì a terminare la gara. Tra le defezioni c’erano tutte le monoposto dotate di propulsore sovralimentato. Ciò permise per esempio a Danny Sullivan di porsi alle spalle del campione in carica, la coppia risultò separata di mezzo secondo sulla linea del traguardo. Sullivan, che avrebbe vinto la 500 Miglia di Indianapolis due anni dopo e il titolo CART IndyCar tre anni dopo, ha ottenuto un secondo posto che ha superato tutte le sue possibili aspettative praticabili durante i Gran Premi titolati a bordo delle monoposto di Ken Tyrrell in quello stesso anno.

Due campioni sul podio

Col terzo posto ottenuto da Jones, di fatto furono due i piloti saliti sul podio. Jones e altri quattro piloti, Brian Henton, Jean-Louis Schlesser, Chico Serra e Rebaque, non si unirono agli altri per il Gran Premio d’Europa da svolgersi sullo stesso tracciato soltanto cinque mesi dopo. Questo secondo round di campionato in Gran Bretagna di quell’anno (Silverstone ha tenuto il Gran Premio di Gran Bretagna) è stato programmato in sostituzione di una gara annullata a New York.

Insieme agli otto piloti che avevano contestato la Race of Champions, ne sono arrivati ​​altri 21, il che significava che tre non sarebbero riusciti a rientrare nei 26 partenti previsti. Uno di questi era il pilota della Williams Jacques Laffite, che avrebbe dovuto essere una sorpresa, anche se non era riuscito a qualificarsi a Monza due settimane prima. In tutta onestà con Laffite, Williams si era eccessivamente estesa introducendo anche una terza vettura destinata al collaudatore Jonathan Palmer che avrebbe così dato vita al suo debutto. Palmer riuscì a superare la tagliola fermandosi al 25esimo posto.

Uno che invece ha portato gioia a Lotus, segnando la loro prima pole position dalla morte del fondatore Colin Chapman, fu Elio De Angelis nel dicembre precedente. Buone notizie anche per il marchio di tabacco John Player, sponsor sia della Lotus che della gara. De Angelis però dovette abbandonare ben presto a causa di evidenti problemi al motore Renault.

Villeneuve

Alain Prost, Piquet e Arnoux arrivavano ​​a Brands Hatch separati da soli cinque punti in cima alla classifica del campionato. Piquet riuscì quindi a ripetere la vittoria di Monza mentre Prost limitava i danni col secondo posto finale.

Mansell concludeva invece al terzo posto. Questa fu la sua prima visita al podio di fronte al suo pubblico di casa, e due anni dopo sullo stesso circuito ha segnato la prima di molte vittorie sul suolo britannico. Da quando le gare non titolate sono svanite dalla scena della Formula 1 37 anni fa, molti paesi hanno tenuto più round di campionato in un solo anno, tra cui Gran Bretagna, Italia, Spagna, Germania e Giappone. Ma nessuna pista singola ha dato il benvenuto alle vetture di Formula 1 per correre due volte in un solo anno.

Il fatto che gli organizzatori sono stati in grado di farlo in passato è stato il risultato della popolarità di questo sport in quel momento, il che significava che i promotori della gara potevano contare su numerosi fan sugli spalti più di una volta all’anno. Al contrario, è molto probabile che quest’anno anche se avremo più gare nella stessa sede, i Gran Premi si disputeranno quasi certamente a porte chiuse.

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