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Sembra che la Ferrari sia in prima linea nella sperimentazione dell’app contro il Coronavirus

La sperimentazione della nuova app Immuni, contro il Coronavirus, pare coinvolga direttamente anche la Ferrari

A Maranello sono in prima linea nell’attività di contrasto al Coronavirus. Ma ora Quattroruote ha riportato che il compito del costruttore di Maranello non si starebbe limitando solamente alla produzione dei dispositivi medici o alle attività legate alla Siare Engineering.

Sembra che in Ferrari sia stato messo in pratica un vero e proprio coinvolgimento, in termini di sperimentazione sul campo, per quello che riguarda la nuova app Immuni. Ovvero l’applicazione scelta dal Governo Nazionale per la gestione della prossima Fase 2. È infatti di ieri la firma del commissario Domenico Arcuri sull’ordinanza che faceva emergere proprio la scelta dell’applicazione Immuni in luogo di oltre 300 proposte pervenute. L’app si occuperà di tenere traccia della diffusione del virus, oltre che di tenere sotto controllo il contagio.

Si tratta di un prodotto di Bending Spoons in collaborazione col Centro Medico Santagostino e Jakala. La licenza di utilizzo “aperta, gratuita e perpetua” permetterà quindi una più semplice sperimentazione.

Il contributo di Ferrari

La sperimentazione sarà inizialmente condotta su scala regionale e sembra quindi che i test di avvio coinvolgeranno proprio gli oltre 4mila dipendenti della Ferrari, sparsi tra Maranello e Modena. Tuttavia l’installazione dell’app sugli smartphone dei lavoratori del Cavallino dovrebbe essere proposta su base volontaria. In ogni caso a Maranello non hanno confermato la possibile sperimentazione, ma come riporta sempre Quattroruote non hanno nemmeno fornito evidenti smentite.

La situazione è chiaramente molto delicata, anche per un discorso strettamente legato alla privacy e alla gestione dei dati personali. Ma la Commissione Europea ha fornito infatti un apposito documento per indirizzare su regole ben precise in termini di tracciamento. Va privilegiato l’anonimato escludendo anche la geolocalizzazione. L’app si basa già sulla tecnologia Bluetooth e non su quella GPS. Bisognerebbe anche capire se è proprio Immuni l’app utilizzata dal progetto di contenimento del COVID-19 proposto dalla Ferrari in questi giorni.

La situazione in Ferrari

Proprio in questi giorni in Ferrari hanno lanciato un’iniziativa che consentirà di ritornare in fabbrica nel più breve tempo possibile. A Maranello hanno infatti intrapreso una collaborazione con esperti e virologi, in accordo col patrocinio della Regione Emilia Romagna. La sicurezza dei lavoratori è un obiettivo fondamentale per riavviare le attività.

Il piano della Ferrari prevede l’utilizzo di diverse misure di protezione in accordo con uno screening di tutti i lavoratori, delle loro famiglie e dei fornitori. Chiaramente su base volontaria. Una fase successiva prevede invece proprio l’utilizzo di un’applicazione utile al corretto monitoraggio, anche in questo caso su base volontaria. In Ferrari potranno accedere ai dati ma soltanto in modalità aggregata e soltanto limitandosi ai possibili contatti tra i lavoratori nel caso ci fossero casi di Coronavirus riscontrati. Un sistema basato quindi sui contatti tra gli utenti, non basato sulla geolocalizzazione. Un prodotto simile a quello proposto con l’app Immuni quindi.

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