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Piero Ferrari ricorda Stirling Moss

Dopo la scomparsa di Stirling Moss, anche Piero Ferrari ha voluto rendere omaggio al grande pilota scomparso nel giorno di Pasqua

Stirling Moss
Stirling Moss

Proprio nel giorno di Pasqua se n’è andato uno degli ultimi highlander di un automobilismo duro e puro che ci manca tanto. La scomparsa di Stirling Moss è stato un colpo al cuore per gli appassionati del motorsport sparsi in ogni angolo del pianeta. Moss era un’icona nel mondo della Formula 1, testimone com’era degli albori della massima serie. Ma Stirling Moss ha potuto mettere in pratica un’avvincente rivalità con la Ferrari tanto che ora anche il vice presidente del Cavallino Rampante, Piero Ferrari, ha voluto rendergli l’omaggio che Moss merita.

Il pensiero di Piero Ferrari

Piero Ferrari non ha esitato quindi a definire Stirling Moss un vero “simbolo dell’automobilismo sportivo, un personaggio capace di scrivere pagine indelebili della storia del motorsport” aggiungendo che “il suo essere fortemente versatile gli ha permesso di vincere in moltissime categorie, partendo dalla Formula 1 fino alle gare di durata e alle corse su strada. Sono suoi alcuni dei record più incredibili come quello ottenuto alla Mille Miglia e rimasto imbattuto”.

Ma come è noto Moss non ha mai vinto un titolo iridato in Formula 1. Nonostante questo, per Piero Ferrari ma un po’ per tutti, “la cosa non gli ha impedito di risultare una vera e propria leggenda. Stirling Moss era un fiero e leale avversario della Ferrari in Formula 1 ma anche nelle altre competizioni. Le vie che percorreva Moss e quelle della Ferrari stavano per avvicinarsi, ma dopo l’incidente di Goodwood del 1962 la sua carriera fu segnata per sempre. A Maranello si stava già lavorando su una 250 SWB destinata proprio a lui con carrozzeria in verde British Racing. Il contratto da pilota ufficiale era pronto, ma il destino ha voluto altro”.

Quindi Piero Ferrari ha ricordato un aneddoto legato a suo padre Enzo: “Mio padre diceva che Stirling gli ricordava molto Tazio Nuvolari. Diceva che la smania di correre su ogni vettura era la stessa. Si trattava di una caratteristica che lo ha accompagnato fino alla fine del suo lungo percorso”.

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