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Frederic Vasseur, dichiarazioni di tutto rispetto

Il team principal dell’Alfa Romeo ha sottolineato che col Coronavirus che impera, la Formula 1 assume un ruolo marginale nella società

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È un parere autorevole quanto accorato quello espresso da Frederic Vasseur, team principal dell’Alfa Romeo Racing ORLEN, sull’attuale situazione che interseca la situazione emergenziale legata al Coronavirus a quella di una Formula 1 immobile come tutti gli altri sport e competizioni in giro per il mondo. C’è sicuramente attesa su tutto quello che ruota attorno alla Formula 1 per comprendere una possibile data per ricominciare. Il conto alla rovescia è rimandato. Attualmente sono poche le certezze e tante le rinunce. Giustamente.

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Il Coronavirus caratterizza questo inaspettato (non) avvio di campionato. Ne ha parlato quindi proprio Federic Vasseur durante un intervento ai francesi di Canal+.

La Formula 1 non è il centro del mondo

Gli appassionati, ma anche gli addetti ai lavori, dovranno mettersi il cuore in pace. Nulla è certo e non c’è nemmeno niente di scontato. Le parole di Vasseur risuonano come un monito che in pochi hanno avuto il coraggio di proferire. “La Formula 1 non è il centro del mondo. Non voglio essere cattivo ma sappiamo bene che la Formula 1 non è molto utile alla società. Stiamo cercando di sviluppare diverse tecnologie anche perché abbiamo parecchio tempo libero a disposizione, ma ripeto non siamo il centro del mondo” ha ammesso Frederic Vasseur. Il team principal di Alfa Romeo Racing ORLEN ha poi proseguito “In questo momento le preoccupazioni sono altre. Guardiamo per esempio all’entità dei danni causati dal Coronavirus, ai problemi che pone, al personale medico che ha un lavoro enorme da fare ogni giorno. Non ci resta che metterci nel nostro angolo ed essere il più umili possibile”.

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È chiaro che il giudizio di Vasseur sul Coronavirus in riferimento alla Formula 1 è piuttosto nobile. Il team principal parla tanto di decenza. La invoca spesso in abbinamento ad una Formula 1 che il quindici di marzo avrebbe voluto correre a Melbourne, partendo verso l’Australia, mentre il resto del mondo cominciava a totalizzare eventi posticipati e date cancellate.

“Non sto dicendo che non voglio spingere per tornare ai Gran Premi il prima possibile. Faremo di certo tutto quello che è utile fare per tornare a correre, ma l’umiltà molte volte non fa male. Dobbiamo tutti essere capaci di fare il punto della situazione su quello che facciamo e su quello che gira attorno a noi” ha proseguito Vasseur. Poi ha concluso ammettendo che “tutti dovremmo avere un po’ di decenza. Quando ci sono persone che si ammalano, anche gravemente, forse non è nemmeno il caso di andare in giro in macchina. Devi sapere soltanto restare al tuo posto. Ci sarà di certo un momento in cui tutti potremo tornare a fare spettacolo, noi ci saremo. Ma ora rimaniamo calmi e manteniamo la decenza”. Chapeau!

Al centro della crisi

È chiaro che la pandemia del Coronavirus sta mettendo a dura prova anche la tenuta economica di alcuni team della Formula 1. Si sa che più saranno i Gran Premi posticipati, o peggio ancora annullati, e minori saranno le entrate che andranno dritte nelle casse dei team. Quelle provenienti dagli introiti dei diritti televisivi. Le entrate annuali dei team sono fortemente condizionate proprio da tali introiti economici.

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Sono perciò diversi i team che cominciano a vacillare, poiché temono di non ricevere le necessarie entrate per andare avanti. Lo stesso Frederci Vasseur ha parlato anche di questa situazione. “È la più grande crisi della Formula 1, una delle più gravi che abbiamo avuto da molti anni a questa parte. La crisi ha già rimandato l’avvio della stagione e diversi Gran Premi. È una cosa che non era mai accaduta prima. dal punto di vista delle finanze l’impatto è sicuramente forte sui team. Bisogna reagire”.

La paura più forte è quella che alcuni team siano costretti ad abbandonare il Circus. “In passato, ad esempio nel 2008, abbiamo vissuto alcune grosse crisi. Tre o quattro team hanno abbandonato la Formula 1. Ora potremmo vedere una situazione simile, potrebbero sorgere defezioni di alcuni team. Con la cancellazione dei Gran Premi non si ottengono le quote sui diritti televisivi, bisogna trovare altre soluzioni”. Per Vasseur la soluzione è quella di far navigare tutti i team verso un’unica direzione. Bisogna resistere e riprendere regolarmente soltanto quando il Coronavirus sarà un ricordo. “Se non saremo capaci di reagire senza proporre soluzioni, avremo difficoltà anche ad andare avanti. Tutti dobbiamo comprendere che ci troviamo sulla stessa barca. Se qualcuno non sale non funziona più niente. È una cosa che non tutti capiscono, team e gente compresi”.

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Vasseur ha quindi proposto anche una direzione sugli sviluppi futuri. “Le cose stanno cambiando perché abbiamo ottenuto un accordo pressoché unanime sui cambiamenti. Le decisioni che non abbiamo preso tre mesi fa, oggi sembrano ovvie. Sarebbe meglio prendere adesso anche quelle decisioni che dovremmo prendere fra tre mesi. Altrimenti per molti team è la fine. Funziona così”.