in

Alfa Romeo: chieste 9 settimane di cassa integrazione per Cassino

Dopo il decreto Cura Italia, FCA ha chiesto un lungo periodo di cassa integrazione per Cassino

Alfa Romeo Cassino

La pandemia di Coronavirus ha causato lo stop quasi totale degli impianti di produzione del settore automotive in Italia e in gran parte del mondo, in attesa di individuare le soluzioni giuste per riprendere le attività produttive senza rischi per la salute dei lavoratori. Nel frattempo, a Cassino, sede di produzione dei modelli di casa Alfa Romeo, le attività sono sospese ed FCA sta mettendo a punto un piano per affrontare la situazione.

Considerando lo stop, già preventivato, dal 23 marzo al 3 aprile e lo stop per il periodo di festività pasquali, a Cassino nei prossimi mesi si sarebbe lavorato poco anche se non fosse scoppiata la pandemia di Coronavirus. Dopo il recente decreto “Cura Italia”, che contiene una serie di misure economiche mirate ad affrontare l’emergenza che stiamo vivendo in questi giorni, FCA ha individuato la soluzione migliore per Cassino.

L’azienda, infatti, ha presentato alla Regione Lazio, competente per lo stabilimento di Cassino, la richiesta per ricorrere alla cassa integrazione in deroga per 9 settimane, dal 12 marzo al 13 maggio. FCA, nella richiesta, specifica che le attività produttive potranno riprendere, a partire dal 6 aprile, a pieno regime o in misura ridotta se la situazione epidemiologica e di mercato migliorerà.

In una nota, FCA ha sottolineato che “la Cassa Integrazione è stata chiesta (ma non si conosce ancora l’esito della richiesta) alla luce del decreto Cura Italia. Ed è stata chiesta per tutti i lavoratori (come è prassi) in modo che, a seconda delle esigenze lavorative, si utilizzerà per questo o per quel reparto. Ma una cosa è certa: lo stabilimento non chiuderà affatto, anzi continuerà la produzione, seppur a ranghi ridotti”

Da notare che anche l’indotto di Cassino si prepara ad affrontare l’emergenza seguendo la stessa linea dello stabilimento di FCA. Molte aziende del settore, infatti, chiederanno la cassa integrazione in deroga per 9 settimane con l’obiettivo di superare, quanto prima, questa situazione di emergenza e riprendere le minor tempo possibile le attività produttive andando a limitare i danni anche grazie al sostegno delle misure che il Governo ha messo e metterà a punto per l’economia.

Secondo le stime sindacali, sono almeno 14 mila i lavoratori direttamente interessati dalla situazione legata allo stop produttivo a Cassino dovuto sia ai rischi legati al Coronavirus che al calo di vendite registrato dai modelli Alfa Romeo prodotti nello stabilimento laziale. Maggiori dettagli sulla richiesta di FCA arriveranno nel corso dei prossimi giorni quando scopriremo quale sarà il piano produttivo di tutti gli stabilimenti italiani del gruppo per i prossimi mesi d’emergenza.

Per il futuro di Cassino c’è il D-SUV Maserati 

Mentre si combatte l’emergenza del Coronavirus, nello stabilimento di Cassino si guarda al futuro. Dopo il debutto di Giulia e Stelvio MY 2020, un aggiornamento che a causa della pandemia non potrà avere alcun effetto sulle vendite dei modelli della casa italiana almeno per la prima parte dell’anno, a Cassino si registra la fine della produzione dell’Alfa Romeo Giulietta che esce di scena dopo 10 anni di onorata carriera.

Nel frattempo, il gruppo FCA dovrebbe avviare a breve i lavori di produzione per la nuova linea su cui verrà realizzato il Maserati D-SUV, il nuovo progetto atteso al debutto a Cassino nel corso della seconda metà del 2021. I problemi legati all’emergenza Coronavirus potrebbero rallentare l’avvio dei lavori per la linea del D-SUV Maserati ,che ricordiamo utilizzerà la piattaforma Giorgio, che potrebbero partire nel corso della seconda parte della primavera.

Di certo, per Cassino, anche dopo che l’emergenza legata al Coronavirus sarà finita, si spera il prima possibile, i problemi continueranno in quanto il debutto del D-SUV del Tridente, unico modello previsto per il sito laziale, è distante più di un anno. Staremo a vedere come si evolverà la situazione e quali saranno le scelte di FCA per il futuro dello stabilimento laziale da cui dipende buona parte dell’economia locale dell’area di Cassino. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti.

Un commento

Lascia il tuo commento, condividi il tuo pensiero

Lascia un commento