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FCA: la crisi del diesel confermata dai numeri, la produzione nel 2019 è crollata

Il futuro dello stabilimenti di Pratola Serra, sede di produzione dei motori a gasolio, è a rischio

Il 2019 è stato un anno di tanti cambiamenti per il gruppo FCA e, più in generale, per il settore automotive europeo. La crisi delle vendite diesel è oramai un dato evidente così come la crescita delle richieste da parte degli automobilisti per i modelli elettrificati, sia ibridi che elettrici al 100%, un settore dove FCA ha appena fatto il suo debutto con le nuove Panda e 500 Hybrid e prevede di espandersi a macchia d’olio con diversi nuovi modelli in arrivo nei prossimi mesi.

Nel frattempo, le auto diesel sono sempre meno richieste e le vendite si stanno riducendo di mese in mese. In Italia, ad esempio, nel corso del 2019 sono state vendute 770 mila unità con motore diesel con un calo di 220 mila unità rispetto al 2018 che si traduce in una flessione del 23% su base annua. La quota di mercato si è ridotta passando dal 51% ad appena il 40%. Nel mese di gennaio 2020, inoltre, la quota di mercato del diesel in Italia è scesa addirittura al 33%.

Come prevedibile, a farne le spese è il gruppo FCA ed, in particolare, lo stabilimento di produzione di Pratola Serra. Il sito in provincia di Avellino, infatti, è da anni il punto di riferimento della produzione di motori diesel per il gruppo FCA e deve fare i conti con il forte calo delle richieste registrato in questi ultimi anni. I dati confermati dai sindacati in queste ore chiariscono la difficilissima situazione dello stabilimento e la crisi delle auto diesel.

Crolla la produzione di motori a Pratola Serra

I dati diffusi oggi dalla Fiom Cgil chiariscono, in modo inequivocabile, la difficilissima situazione dello stabilimento di Pratola Serra e, più in generale, dei modelli alimentati da motori diesel. Come rivelato dai sindacati, infatti, nel corso del 2019 nello stabilimento irpino sono stati prodotti 100 mila motori in meno rispetto ai dati dell’anno precedente.

Il crollo della produzione si riflette direttamente sui lavoratori che, come rivelato dai sindacati, nel corso del 2019 hanno lavorato solo per il 50% delle ore effettivamente lavorabili. Come sottolinea il segretario sindacale Giuseppe Morsa La situazione è molto delicata. E’ una situazione che non solo fa perdere produzione ma anche tanto salario ai lavoratori che, ricordiamo, dal 2008 vivono questa condizione di disagio”

Il piano industriale di FCA per Pratola Serra non è sufficiente

I sindacati sono convinti che il piano industriale di FCA per lo stabilimento di Pratola Serra non sia sufficiente a garantire il futuro dello stabilimento. Ricordiamo che, tra gli investimenti previsti dal “Piano Italia”, troviamo l’avvio della produzione dei motori diesel per il Fiat Ducato nello stabilimento irpino.

A completare le novità per Pratola Serra ci sarà anche un aggiornamento degli attuali diesel. Nei mesi scorsi, infatti, FCA ha confermato l’arrivo di un investimento da circa 50 milioni di Euro per aggiornare gli attuali motori a gasolio alle ultime novità normative in materia di emissioni andando, di fatto, a prolungare di qualche anno la carriera dell’attuale generazione di motori diesel del gruppo.

Secondo Morsa: “non è sufficiente il piano industriale che ci ha presentato FCA per Pratola Serra. I motori per il Ducato sicuramente non saranno in condizione di saturare l’impianto. Siamo molto preoccupati” Secondo il rappresentante sindacale, con il solo diesel lo stabilimento non sopravviverà “Con il solo diesel Pratola Serra non riesce a sopravvivere, la nostra idea è che ci sia una multi produzione, che si passi dal diesel all’elettrico.”

Futuro incerto per lo stabilimento

Al momento, FCA non ha dato alcun segnale di voler avviare nuovi investimenti nello stabilimento di Pratola Serra che continuerà a produrre, a ritmo ridottissimo, i motori a gasolio per i modelli del gruppo compresi i propulsori destinati al Fiat Ducato che, in ogni caso, non saranno sufficienti a garantire una sostanziale crescita della produzione.

Di certo, con il calo costante del diesel, nel corso dei prossimi anni il gruppo dovrà annunciare nuovi progetti per lo stabilimento che, ad oggi, ha davanti a sé un futuro incerto. Con la fusione con PSA, inoltre, ci saranno nuovi investimenti nell’elettrico ed il diesel diventerà sempre meno rilevante per l’azienda. Staremo a vedere quali saranno le novità in arrivo per lo stabilimento irpino.