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Brexit: come cambierà l’assicurazione auto

In un report Facile.it prova a dipanare i dubbi sugli sviluppi futuri

Brexit

La Brexit influirà pure su chi deve spostarsi a bordo della propria auto in Gran Bretagna. Dai documenti personali, compresa la patente, alle assicurazioni, verranno introdotte diverse novità ma non da subito. Più esattamente, secondo un report stilato da Facile.it, la prima buona notizia è che i cambiamenti non scatteranno fin da ora, ma (anche per quanto concerne le assicurazioni) fino al 31 dicembre 2020 intercorrerà un periodo transitorio. Gli accorgimenti potrebbero entrare in vigore dal Capodanno 2021. Tuttavia, la loro entità dipende dall’esito attuale dei negoziati. In particolare, i cittadini dell’Unione Europea avranno modo di continuare a viaggiare verso il Regno Unito con le medesime regole.

Secondo lo studio, è improbabile, in linea di massima, che venga richiesta una licenza di guida internazionale a ogni automobilista. Tuttavia, si ipotizza che, una volta concluso il periodo di “rodaggio”, ci sarà uno scenario maggiormente frammentato. Difatti, i provvedimenti in merito alla patente dipenderanno forse dagli accordi con i singoli Stati e variare così da Paese a Paese.

Per le persone dirette in Gran Bretagna, vige tuttora l’obbligo della tessera europea di assicurazione malattia. Permette di accedere più agevolmente alle cure mediche, non però di coprire totalmente le spese. Le autorità britanniche suggeriscono di sottoscrivere, in qualunque caso, una polizza sanitaria che copra l’intera durata del soggiorno. Dal prossimo anno la tessera europea potrebbe perdere validità. Durante il 2020 le compagnie dovrebbero comunque spedire ai clienti eventuali notifiche qualora i termini cambiassero.

Brexit: chi può e chi non può più viaggiare

Il comunicato attinente alla situazione normativa attuale e ai possibili sviluppi futuri è direttamente disponibile sul portale governativo. I cittadini dell’UE, del SEE e della Svizzera possono continuare a recarsi per vacanze o viaggi di breve durata, senza bisogno di un visto. Unica condizione essenziale che esibiscano un passaporto valido o una carta d’identità nazionale se sono cittadini di: un Paese dell’UE; Islanda, Liechtenstein, Norvegia o Svizzera. Se si ha cominciato a vivere nel Regno Unito prima del 31 dicembre 2020 e acquisito uno status nell’ambito del Programma di regolamento UE, è possibile utilizzare la propria carta d’identità nazionale SEE o svizzera per entrarvi almeno fino al 31 dicembre 2025.

È ammesso l’utilizzo degli gli eGates automatici (una procedura solitamente più immediata) se gli aeroporti dispongono di un simbolo biometrico sulla copertina del relativo passaporto e abbiano 12 anni o più. Ad ogni modo, è accettato anche un passaporto che scada fra non meno di 6 mesi.

Permesso di guida internazionale

I visitatori con una patente di guida non britannica possono guidare nel Regno Unito. Non è necessario un permesso di guida internazionale (IDP).

Altrimenti, se il veicolo non è coperto nel territorio e la polizza è stato rilasciata nell’UE, in Andorra, in Islanda, nel Liechtenstein, in Norvegia, in Serbia o in Svizzera, non è necessario avere la carta verde, ma si consiglia di portare con sé un’altra prova.

Per considerarsi valida, deve essere un documento rilasciato dall’assicuratore del mezzo, che riporti: il nome dell’assicuratore; targa o altri dati identificativi; periodo di copertura. Comunque per evitare spiacevoli fraintendimenti, conviene prendere contatto con la compagnia prima di partire.

Se la copertura non è stata attribuita nell’UE, in in Andorra, in Islanda, nel Liechtenstein, in Norvegia, in Serbia o in Svizzera sarà cruciale il fatto che lo specifico Paese sia o meno membro del sistema della carta verde. In caso affermativo, sarà sufficiente essere in possesso del documento. In caso negativo, toccherà dotarsi di polizza in Gran Bretagna. La maggiore degli istituti assicurativi permette di inoltrare domanda per la carta verde online sul relativo sito web: non c’è un prezzo unico, in genere oscilla attorno ai 10 euro.

EIOPA: molte imprese devono ancora mettersi in regola

Nel dicembre 2017, l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA) ha emesso un parere sulla continuità del servizio legato al ritiro del Regno Unito dall’Unione europea. Nel documento, l’EIOPA esorta le imprese assicurative ad adottare tempestivamente le misure necessarie per garantire la continuità dei contratti di assicurazione transfrontalieri tra il Regno Unito e lo Spazio economico europeo senza il Regno Unito (SEE30 ) dopo la Brexit.

L’AEAP sta monitorando attentamente i piani di emergenza delle imprese, con particolare riferimento al Regno Unito e a Gibilterra con attività transfrontaliere nei paesi del SEE30. I soggetti richiamati stanno attuando misure di emergenza. Eppure – si legge – 124 non garantiscono il proseguimento del servizio in caso di recesso senza un accordo. E 9,1 milioni di assicurati SEE30 rischiano di trovarsi dinnanzi a incertezze e ritardi nel ricevere i pagamenti.

Questo dato è in netto calo rispetto al totale di 38 milioni di assicurati SEE30 con un contratto transfrontaliero, il che dimostra la portata dell’azione. Le attività in questione residue hanno passività per 7,4 miliardi di euro. La prevalenza delle attività (con passività assicurative pari a 5,4 miliardi di euro) si riferisce a una manciata di assicuratori del Regno Unito. Il resto ha principalmente un valore basso e passività a breve termine.

Complessivamente, il 75% dei contratti appartiene a portafogli con una raccolta premi media inferiore a 100 euro l’anno. In media, la durata residua delle passività del 76% è inferiore a due anni. La prevalenza è stipulata con assicuratori del ramo danni. L’EIOPA sta collaborando con le autorità nazionali competenti per affrontare il rischio residuo.

Piano legislativo

Per legge, le compagnie devono garantire la continuità e la regolarità nell’attuazione del loro servizio, tra cui lo sviluppo di piani di emergenza. Le autorità di vigilanza hanno il compito di salvaguardarne la correttezza. Per scongiurare rallentamenti, sono necessari provvedimenti immediati e rafforzati. Un’organizzazione inadeguata che può arrecare danno ai consumatori è un grave fallimento della governance.

I clienti di compagnie Regno Unito e di Gibilterra andrebbero informati sulle misure di emergenza adottate e sull’impatto nel relativo contratto. Se hanno ulteriori domande, possono mettersi in contatto. Per info generali relative, è reperibile per chiarimenti  l’autorità di vigilanza nazionale, del Regno Unito o di Gibilterra.

Sulla base dei dati raccolti attraverso il monitoraggio dei piani di emergenza e in particolare a causa della natura e dell’entità dell’attività in questione, per l’EIOPA la continuità del servizio non comporta rischi per la stabilità finanziaria. Tuttavia, andrà avanti a controllare e valutare attentamente le potenziali minacce per la stabilità finanziaria.