Le donne amanti delle auto non sono numerose come gli uomini, più legati al culto delle quattro ruote, ma sono comunque tante nel mondo. Qualcuna indossa anche tuta e casco, come Melissa Kozyra, per affrontare, su una Ferrari 296 Challenge, le sfide del campionato monomarca del “cavallino rampante“, nel Nord America.
A lei e alla sua compagna da gara emiliana si lega una replica in scala 1:8 firmata dagli specialisti di Amalgam Collection. Il risultato è un modello allo stato dell’arte, che imita alla perfezione l’auto in formato reale, al punto da rendere difficile cogliere in foto le differenze, in assenza di riferimenti dimensionali.
L’opera è nata nell’ambito del Bespoke Tailor Made Service, ovvero del programma riservato ai progetti su misura, per conferire alla Ferrari 296 Challenge le specifiche, in termini di livrea ed altro, dell’esemplare preso a riferimento e portato in pista dalla Kozyr.
Ovviamente in questa veste il prodotto costa più che nella versione standard. Non sappiamo precisamente a quanto sia ammontata la spesa nel caso specifico, ma poco importa. Sicuramente vale ogni centesimo, per la finezza della riproduzione e per l’esclusività dell’allestimento. Ci interessa di più la magia del lavoro, i cui frutti lasciano a bocca aperta.
La committente è una donna straordinaria che, senza timori reverenziali, ha saputo ritagliarsi il suo spazio in uno sport tradizionalmente dominato dagli uomini. Bella la livrea della sua Ferrari 296 Challenge da corsa, che rivive con straordinaria precisione nella replica in scala 1:8 plasmata da Amalgam Collection, noto atelier inglese le cui opere sono dei capolavori in formato ridotto.

Il colore esterno blu cromato e in satin Frozen Vaniglia, con strisce da corsa opache satin neon fluorescenti gialle, dona una forte specificità visiva, che si completa col numero di gara 108, con cui la committente è scesa in pista nella categoria Shell AM del Ferrari Challenge Northord America.
Incredibile, come da tradizione, la qualità del risultato messo a segno. La finezza del lavoro è stata resa possibile dall’accesso alla banca dati del “cavallino rampante” e alla scansione dell’auto in scala reale. Questo esemplare, come gli altri della famiglia, è stato costruito e assemblato a mano da un piccolo team di artigiani, fortemente specializzati. Gli ingredienti scelti per la composizione sono della migliore qualità.
Protagonista del trattamento è stata, come dicevamo, una Ferrari 296 Challenge. Questa vettura ha scritto un sensibile passo in avanti, nell’approccio, per la serie della casa di Maranello. Il team di sviluppo, grazie all’aumento progressivo della qualità e della competizione all’interno dello schieramento dei concorrenti, si è spinto verso modifiche ancor più profonde al modello di derivazione rispetto al passato, attingendo a piene mani dall’esperienza nel mondo delle corse.
La Ferrari 296 Challenge, pur confermandosi nel solco della tradizione delle vetture sviluppate per i gentlemen drivers, ha compiuto in tal modo un ulteriore balzo in avanti, che la avvicina alla 296 GT3, portandola molto più vicina alla versione da corsa per le sfide Gran Turismo rispetto a quanto avvenuto per i precedenti modelli che hanno partecipato al monomarca del “cavallino rampante”. Il tutto al fine di migliorarne le performance ed ottimizzarne l’uso in pista.
Questo cambio di paradigma ha permesso al gruppo di lavoro di realizzare un prodotto per certi versi estremo, in grado di stabilire nuovi standard in termini di prestazione assoluta nonché di costanza e ripetibilità delle performance durante tutto il weekend agonistico. Cuore pulsante della Ferrari 296 Challenge è un motore V6 biturbo da 3.0 litri, de-ibridizzato, per ridurre il peso. Notevole il lavoro di affinamento aerodinamico.








Fonte | Amalgam Collection
