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ASAPS: quello delle morti sulle strade è un problema politico

Giordano Biserni di ASAPS ha parlato degli incidenti mortali avvenuti sulle nostre strade individuando alcune criticità

Incidente d'auto

Oggi sulle nostre strade gli incidenti mortali sono sempre più frequenti. Probabilmente quindi non si fa molto per provare ad evitare il fenomeno, o perlomeno a ridurlo considerevolmente. L’allarme viene lanciato anche da ASAPS. Proprio in queste ore è apparsa su Motor1.com un’interessante intervista al presidente dell’associazione Giordano Biserni che ha analizzato il problema in maniera chiara.

Biserni ha espresso il suo parere ad esempio sul concetto di “sballo” molto diffuso tra i giovani. “Oggi bere e utilizzare sostanze stupefacenti pare sia assolutamente necessario per divertirsi. In questo modo non si da più peso alle conseguenze che derivano da queste condizioni se ci si mette alla guida”. Oggi sono infatti aumentati le tragedie durante i periodi di festa e questo non può essere un caso. Le stragi del sabato sera sono in aumento.

I numeri parlano chiaro

Nel 2001 infatti i morti sulle strade che si registravano nella notte tra sabato e domenica erano 917; il dato poi era sceso considerevolmente nel 2015 a 300 unità grazie ad “una serie di interventi mirati” aggiunge Biserni. Gli interventi erano rappresentati dall’introduzione della patente a punti, l’introduzione di etilometri e controlli maggiori oltre che da specifiche campagne rivolte alla prevenzione.

Il calo del 65% era risultato quindi davvero considerevole. Ma nel 2018 e nel 2019 gli incidenti sono tornati a crescere ed è stato quindi ripristinato anche l’osservatorio sulle stragi accantonato quando i numeri sembravano più interessanti. Biserni ritiene che la mancanza di “prevenzione e informazione nelle scuole ha portato ad una perdita della percezione del pericolo stesso. In ASAPS facciamo tantissime conferenze in tutta Italia anche se spesso i ragazzi presenti sono veramente pochi”. Poi ha proseguito aggiungendo anche che “in questi anni la scuola non ha ricevuto più la spinta necessaria da parte dello Stato. A livello normativo non è stato fatto molto, mancano anche gli investimenti”.

L’introduzione dell’omicidio stradale

Sebbene l’omicidio stradale avrebbe dovuto aprire ad una nuova stagione del diritto legato agli incidenti stradali, secondo Biserni ancora troppo spesso le pene inflitte ai colpevoli vengono comparate a quelle relative all’omicidio colposo (almeno in termini di durata). “Come ASAPS abbiamo provato a proporre pene più severe ma ben presto ogni cosa è stata accantonata”. Decisamente interessante risulta quindi l’impegno di ASAPS nei confronti degli elementi che provocano indubbie distrazioni se utilizzati durante la guida, in modo da intaccare fortemente chi li utilizza.

Biserni ha infatti dichiarato che ASAPS “aveva proposto il ritiro della patente con sospensione da 1 a 3 mesi già durante la prima violazione per la guida con smartphone alla mano, col conseguente sequestro dello smartphone per un mese. Ma non se ne è fatto niente”. Quindi ha proseguito aggiungendo che secondo lui il problema oltre che politico è legato ad una precisa percezione culturale di questo tipo di incidenti che porta gli italiani a schierarsi e dividersi “formulando anche ipotesi o possibili congetture tra le diverse persone”.

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