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Sicurezza stradale: forse verrà insegnata a scuola

È una delle proposte allo studio della Consulta sulla sicurezza stradale: qui ci sono anche rappresentanti di ministero dei Trasporti, del ministero dell’Interno

Oggi, la sicurezza stradale non è materia di studio a scuola. Peccato: sarebbe utile, visto che il nostro Paese ha miseramente fallito l’obiettivo di dimezzare i morti sulle strade dal 2001 al 2010, e dal 2011 al 2020. E visto che i morti nella prima metà del 2019 sono stati addirittura 1505, in aumento sullo stesso periodo del 2018. Ma per fortuna qualcosa si muove: la sicurezza stradale forse verrà insegnata a scuola.

Sicurezza stradale: cosa bolle in pentola

Partiamo dal Cnel: Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. Un organo di rilievo costituzionale italiano con funzione consultiva rispetto al Governo, alle Camere e alle Regioni. Al Cnel dove è stata ricostituita la Consulta sulla sicurezza stradale nella quale figurano anche i rappresentanti del ministero dei Trasporti, del ministero dell’Interno. Nonché di Palazzo Chigi e di Isfort (Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti). Più i consiglieri del Cnel. Si lavora per portare la sicurezza stradale nelle aule scolastiche.

Qual è l’obiettivo della sicurezza stradale come materia di scuola

Come spiega il giuslavorista Gabriele Fava, vicepresidente del Consiglio di presidenza della Corte dei conti, nel gruppo di lavoro del Cnel per la ricostituzione della Consulta sulla sicurezza stradale. occorre attivarsi per inserire l’educazione stradale in tutte le scuole sin dal prossimo anno scolastico. Servono nuove regole e controlli adeguati ai cambiamenti, ma anche la promozione di una nuova cultura civica che informi e responsabilizzi i conducenti di veicoli e i pedoni, sulla necessità del rispetto delle norme esistenti attraverso campagne di comunicazione sistematiche.

Occhio alla micromobilità: quali conseguenze per la sicurezza

Attenzione: nel giro di pochi anni, tutto è cambiato, dice Fava. Dai veicoli elettrici a quelli alternativi. C’è l’incremento dell’uso delle biciclette, anche a pedalata assistita. Si assiste all’invasione dei monopattini elettrici. Alle novità tecnologiche si aggiunge l’inadeguatezza delle infrastrutture locali e nazionali. Così, il Codice della Strada del 1993 va modernizzato. E i ragazzi sensibilizzati a dovere.

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