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Rca familiare per risparmiare? Occhio ai rincari

Le nuove regole probabilmente scatteranno il 16 febbraio 2020. Ma per paradosso si annunciano aumenti

Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto milleproroghe e adesso si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: fra le novità, la Rca familiare, come spieghiamo qui. È l’estensione della legge Bersani numero 40/2007: abita col papà o la mamma, il figlio ha diritto a ereditare la classe del genitore, così da pagare meno. Purché figlio e genitore abbiano la stessa tipologia di veicolo: auto con auto; moto con moto. Invece, dal 16 febbraio 2020, la legge Bersani varrà pure tra veicoli di tipologia differente, contratti futuri e per i rinnovi.

Rca familiare: cosa succede alle classi

La classe 1 del padre dell’auto va al figlio che ha l’auto o la moto. La classe 1 del padre che ha la moto va al figlio che l’auto o la moto. In teoria, un colpaccio per la famiglia, che risparmia un sacco di soldi. Qualche esempio puramente indicativo di Rca familiare. In classe 14, quella d’ingresso, il figlio a Milano pagherebbe 1.000 euro l’anno. Con la Rc auto familiare, paga 300 euro l’anno. A Napoli, in classe 14, pagherebbe 2.000 euro; con la Rc auto familiare, 700 euro.

Quali prezzi praticheranno le compagnie con la nuova Rca familiare?

Resta da capire come reagiranno le compagnie. È probabile che le illusioni muoiano all’alba. Secondo l’Ania (Associazione assicurazioni), i proclami entusiastici con cui è stata accolta l’approvazione dell’emendamento Rc auto sono una vittoria di Pirro. Con la nuova norma le famiglie italiane prenderanno finalmente una boccata d’ossigeno? No: non potranno contare su un forte risparmio sul premio della Rc auto. Al contrario, questa disposizione condurrà a conseguenze davvero distorsive per la sostenibilità del sistema assicurativo della Rc auto, a danno di tutti gli utenti.

Rca inedita: cosa non va per l’Ania

Per l’Ania, la Rca familiare prevede un’estensione della disciplina sulla classe di merito più favorevole dei componenti della famiglia anche nel caso di “rinnovo” della polizza per veicoli già di proprietà, e a qualunque categoria essi appartengano. Il che, tra l’altro, vuol dire che, alle condizioni previste dalla norma, il dato sugli incidenti causati da ciascun assicurato si azzera in fase di rinnovo. Il meccanismo diventa così ancor più antitetico rispetto ai principi base della più sana mutualità assicurativa. A danno evidente soprattutto di coloro i quali, in quanto single o membri di famiglie in cui vi è un solo veicolo, non potrebbero avvalersi delle nuove agevolazioni.

Guai per la sicurezza stradale con la nuova Rca

Secondo l’Ania, la compartecipazione dell’assicurato al costo dell’operazione assicurativa in ragione del suo stile di guida e della sua sinistrosità costituisce prima garanzia per tutti i cittadini. Cancellare la “storia” pregressa di ciascun conducente in sede di rinnovo equivale, perciò, a negare i principi di fondo che dovrebbero regolare il settore. E, dunque, quel che ci si dovrebbe attendere da un legislatore illuminato è la messa in assetto di regole che incentivino, anziché depotenziare, comportamenti e stili di guida corretti e virtuosi. Risultato: rincari. Si interrompe il trend virtuoso di riduzione del premio medio Rc auto italiano, che prosegue ininterrottamente dal 2012. E che ha visto negli ultimi anni un calo complessivo di oltre il 27 per cento, chiosa l’Ania. Ci saranno forti discussioni in materia, dal 16 febbraio 2020.

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