Taxi contro l’app Uber: sciopero a Milano

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I Taxi sono scesi in piazza contro l’app Uber, a Milano, per uno sciopero senza precedenti che da ieri sta vedendo protagonisti sia i tassisti collegati ai sindacati, sia coloro che hanno scelto di essere indipendenti.

Milano è bloccata quasi del tutto sul fronte Taxi, dopo l’arrivo in Italia dell’app per smartphone chiamata Uber che ha letteralmente scatenato l’ira dei guidatori professionisti. L’applicazione, che consente agli utenti di prenotare una corsa su un’auto con conducente tramite un semplice sistema guidato, secondo il popolo dei tassisti è illegale e contraria alla tanto acclamata legge 21 del 1992.

Lo sciopero dei Taxi a Milano, data di conclusione da destinarsi

Se l’inizio dello sciopero Taxi a Milano è stato ieri, domenica 18 maggio 2014 con un’improvvisa rivolta dei tassisti contro Uber, non si sa ancora fino a quando si prolungherà. Finora, l’adesione alla protesta è stata più che confortante per coloro che vogliono far sentire la loro voce: dei 6.000 tassisti milanesi, hanno aderito sia (ovviamente) i professionisti iscritti ai sindacati, sia gran parte degli indipendenti.

L’iniziativa di sciopero, spontanea da parte dei Taxi di Milano, probabilmente farà discutere molto sull’argomento, portando gli enti competenti ad una decisione ufficiale sull’app Uber, che potrebbe così essere oscurata (come richiedono i tassisti in sciopero) o limitata ad alcune funzionalità. Nei prossimi giorni, si saprà di più sulla delicata faccenda.

  • Tenerone

    Si si gli scioperi…l’ennesima dimostrazione della MIOPIA di gran parte del popolo italiano che anzichè aprire le menti offrendo condizioni sempre + vantaggiose ai clienti utilizzando al meglio la voce ‘concorrenza’, sciopera per tutelare i propri privilegi ed inconsapevolmente ‘coprire’ tutti quei politici che li spremono con le tasse e con costi di licenza allucinanti. Tutti denari che entrano nelle loro belle casse per arricchire ‘solo la casta’. E’ meglio che riflettete invece che fare la guerra a coloro che vogliono sviluppare il paese delle banane.