Xiaomi testa la SU7 a Siviglia: ansia da prestazione per l’auto europea?

La Xiaomi SU7 è stata avvistata a Siviglia durante i test dei sistemi ADAS. La GT elettrica cinese da 700 CV fa già tremare i costruttori europei?
Xiaomi SU7

I cinesi mettono in campo i fatti, e li fanno direttamente a casa nostra. L’ultimo schiaffo morale, se vogliamo, arriva da Siviglia, dove pochi giorni fa, nei pressi della stazione di Santa Justa, è stata avvistata una Xiaomi SU7. Non la solita provocazione da salone internazionale, ma una berlina blu elettrico reale che si muoveva sorniona, confondendosi tra i taxi e il traffico andaluso, con un’insolita e ingombrante strumentazione montata sul tetto.

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A bordo della berlina Xiaomi c’era un tecnico intento a monitorare i sistemi ADAS di assistenza alla guida. L’assenza del vistoso radar LiDAR integrato sul parabrezza suggerisce che si tratti del modello pre-restyling (la prima mandata del 2024), dato che la versione aggiornata, già in vendita in Cina da aprile, sfoggia il bulbo tecnologico di serie insieme all’architettura a 800 volt persino sulla variante d’accesso.

Xiaomi SU7

Quello che molti analisti occidentali consideravano solo un gigantesco “smartphone con le ruote” si sta preparando a farsi notare sul mercato europeo, molto prima del previsto. In Cina il fenomeno è già commercialmente fuori controllo: l’ultimo aggiornamento ha racimolato qualcosa come 80.000 ordini in appena 48 giorni, piazzando ben 30.000 consegne nel primo mese di commercializzazione. Cifre da capogiro che potrebbero già far tremare i consigli d’amministrazione dei costruttori tradizionali europei.

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Tecnicamente parliamo di una GT elettrica d’alta gamma che non ha complessi d’inferiorità. Se la prima versione erogava 299 CV nelle varianti Standard e Pro per salire a 673 CV sulla Max, i modelli 2026 aggiungono altri 20 CV per ogni allestimento, portando la punta di diamante vicina alla soglia psicologica dei 700 CV.

Xiaomi SU7

Certo, i dati sull’autonomia dichiarati fino a 902 km per la Pro e 835 km per la Max si basano sul ciclo di omologazione cinese CLTC, storicamente più generoso e ottimista di Babbo Natale rispetto al nostro severo WLTP. Eppure, la capacità di recuperare 670 km di percorrenza in un quarto d’ora alla spina, unita al sistema di guida autonoma Xiaomi HAD e alle raffinate sospensioni pneumatiche a doppia camera con ammortizzatori adattivi CDC, dimostra che dietro lo schermo dell’infotainment c’è della gran sostanza dinamica. Senza dimenticare la mostruosa SU7 Ultra da 1.500 CV, nata con l’unico scopo di umiliare i mostri sacri europei tra i cordoli del Nürburgring.

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L’approdo ufficiale nel Vecchio Continente sarebbe fissato per il 2027, ma vederla già macinare chilometri e dati in Spagna ci dice che a Pechino non stanno certo perdendo tempo.