Volkswagen sta lavorando a una trasformazione meno appariscente di una nuova batteria o di una nuova piattaforma, ma potenzialmente più incisiva sull’esperienza quotidiana degli automobilisti. Attraverso la joint venture Rivian and Volkswagen Group Technologies, il gruppo tedesco sta sviluppando un’architettura elettronica e software completamente nuova destinata alle future generazioni di Volkswagen, Audi, Skoda e Scout, un progetto che nasce anche dalla necessità di lasciarsi alle spalle i ritardi accumulati con Cariad nella gestione dei sistemi digitali.
Volkswagen, Audi e Skoda avranno un nuovo software sviluppato con Rivian

Il principio alla base del progetto è il passaggio da un’auto costruita attorno a decine di centraline separate, ciascuna dedicata a una funzione specifica, a un veicolo gestito da poche unità di calcolo ad alta potenza collegate a diverse zone della vettura. Questa impostazione permette di semplificare i cablaggi, ridurre la complessità costruttiva e soprattutto rendere l’auto aggiornabile nel tempo attraverso il software, con nuove funzioni e miglioramenti progressivi che potranno arrivare dopo l’acquisto in modo analogo a quanto già accade con gli smartphone.
Rivian porta nella partnership un’esperienza costruita esattamente su questo approccio, avendo progettato i propri veicoli attorno a un sistema operativo proprietario integrato in profondità con l’hardware. Volkswagen contribuisce invece con la scala industriale, una rete di marchi globali e la futura piattaforma SSP destinata a milioni di vetture. Le prime applicazioni dovrebbero arrivare sui modelli Volkswagen a partire dal 2027, mentre Audi adotterà la nuova architettura dal 2028.
Tra gli aspetti più rilevanti del progetto c’è l’integrazione dell’intelligenza artificiale a bordo, con assistenti vocali più evoluti e un’interazione tra guidatore e veicolo pensata per essere più naturale e coerente con l’identità di ciascun marchio. L’architettura non riguarderà soltanto l’infotainment, ma influenzerà anche i sistemi di assistenza alla guida, la gestione termica, l’efficienza energetica, la ricarica e le funzioni connesse, facendo del software il livello che collega ogni componente della vettura.

La sfida principale sarà mantenere identità distinte tra i marchi che condivideranno questa base tecnologica. Una Volkswagen non dovrà sembrare una Rivian e un’Audi non potrà limitarsi a sovrapporre il proprio logo alla stessa interfaccia. Il successo del progetto dipenderà dalla capacità di costruire esperienze di bordo differenziate a partire da un’infrastruttura comune.
Per Volkswagen l’alleanza con Rivian è il modo più rapido per colmare il divario accumulato nei confronti di Tesla e degli altri costruttori nati nell’era del software. Per Rivian, invece, rappresenta l’occasione di trasformare una tecnologia sviluppata per volumi ridotti in un’infrastruttura adottata su milioni di veicoli. I primi risultati concreti arriveranno dal 2027 e solo a quel punto sarà possibile valutare se la joint venture avrà prodotto un reale salto di qualità nell’esperienza digitale delle auto del gruppo tedesco.
