Volkswagen: nonostante i tagli, per il Gruppo potrebbe finire male

Nonostante i tagli e le contromisure prese negli ultimi mesi, per Volkswagen la situazione non potrebbe migliorare come previsto inizialmente.
oliver blume volkswagen

Volkswagen ha chiuso il primo trimestre del 2026 con un utile netto di 1,56 miliardi di euro e un utile operativo in calo del 14,3% a 2,5 miliardi, numeri che restano al di sotto delle attese degli analisti e che confermano la fase di difficoltà attraversata dal gruppo tedesco. Il dato che meglio sintetizza la portata della pressione sui conti è il margine operativo, sceso al 3,3% rispetto al 6% registrato nello stesso periodo del 2024, un dimezzamento in appena due anni che riflette l’accumularsi di criticità su più fronti contemporaneamente.

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Volkswagen, tante contromisure ma pochi risultati

oliver blume volkswagen

Lo stesso Oliver Blume, presidente del consiglio di amministrazione, ha ammesso che l’attuale modello di business del gruppo non genera rendimenti sufficienti, riconoscendo una situazione in cui la struttura industriale di Volkswagen, con i suoi oltre dieci marchi, appare ancora troppo pesante rispetto a una domanda globale che si è ridimensionata in modo significativo. Il rallentamento nelle due aree geografiche più strategiche, Cina e Stati Uniti, sta contribuendo in misura determinante a questa erosione della redditività, in un contesto reso ulteriormente complesso dall’aumento dei costi legati alle tensioni geopolitiche.

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La Cina rappresenta il fronte più preoccupante. Nel trimestre le consegne sono diminuite di quasi il 15%, ma il dato che colpisce maggiormente è il crollo del 63,8% nelle vendite di veicoli elettrici, aggravato dalla fine degli incentivi governativi. Il problema strutturale, tuttavia, riguarda soprattutto la crescente difficoltà di competere con costruttori locali come BYD e Xpeng, in grado di proporre modelli tecnologicamente avanzati a prezzi sensibilmente inferiori. Per tentare di recuperare terreno, il gruppo ha annunciato il lancio di 20 nuovi modelli elettrificati in Cina già a partire dal 2026, con l’obiettivo di arrivare a una gamma complessiva di 50 modelli entro il 2030, un piano ambizioso la cui efficacia dipenderà dalla capacità di tenere il passo con un mercato che si muove a una velocità difficile da eguagliare per i costruttori europei.

Volkswagen di Osnabrück

Negli Stati Uniti il quadro non si presenta migliore, con consegne in calo di oltre il 20% e un impatto dei dazi americani stimato dal direttore finanziario Arno Antlitz in circa 4 miliardi di euro su base annua, una cifra che rende estremamente complicato mantenere contemporaneamente prezzi competitivi e margini accettabili. A queste pressioni si aggiunge l’effetto della quasi chiusura dello stretto di Hormuz, legata al conflitto in Medio Oriente, che sta facendo lievitare i costi di materie prime e trasporto con un impatto che secondo Antlitz si colloca tra i 20 e i 30 milioni di euro al mese.

Volkswagen sta accelerando la riduzione dei costi con interventi già visibili nei conti del trimestre, dove le spese generali sono state tagliate di quasi un miliardo di euro. Il gruppo ha inoltre confermato il piano annunciato a marzo per l’eliminazione di 50.000 posti di lavoro in Germania e l’adeguamento della capacità produttiva globale a circa 9 milioni di veicoli l’anno. Lo stesso Antlitz ha tuttavia riconosciuto che i tagli pianificati finora potrebbero non essere sufficienti, lasciando intendere che ulteriori interventi su costi, strutture e volumi produttivi non siano da escludere nei prossimi mesi.

volkswagen gamma cinese
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Il gruppo conferma per il 2026 un obiettivo di margine operativo compreso tra il 4% e il 5,5%, una previsione che resta però subordinata a condizioni esterne particolarmente delicate, in primo luogo la stabilità del quadro tariffario internazionale e l’assenza di nuove escalation capaci di colpire le rotte commerciali globali. La ripresa della redditività di Volkswagen, in sostanza, dipenderà tanto dall’efficacia delle ristrutturazioni interne e dal successo dei nuovi modelli quanto dall’evoluzione di un contesto geopolitico ed economico che appare sempre meno prevedibile.

Dunque, nonostante i tagli annunciati e le nuove alleanze con costruttori cinesi, che potrebbero portare in Europa modelli sviluppati originariamente per il mercato asiatico, Volkswagen fatica ancora a intravedere una ripresa stabile e il gruppo potrebbe trovarsi a dover affrontare difficoltà prolungate nei prossimi trimestri.