Volkswagen ID. Polo dimostra che non serve tanta potenza per convincere gli scettici

La nuova Volkswagen ID. Polo punta tanto sull’efficienza grazie anche al motore APP 290.
Volkswagen ID. Polo

Alla base della nuova Volkswagen ID. Polo c’è il motore elettrico APP 290, un’architettura in cui motore e cambio sono disposti in parallelo sull’asse. Il numero 290 indica la coppia massima espressa in Newton metro, anche se non tutte le varianti della gamma dovrebbero adottare lo stesso valore.

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Una delle novità più rilevanti riguarda gli avvolgimenti dello statore. Anziché ricorrere ai tradizionali fili di rame a sezione tonda, Volkswagen ha scelto barre piatte di rame disposte in bobine a forma di forcina, una soluzione che consente di aumentare la quantità di rame all’interno del motore e di migliorare sensibilmente la dissipazione termica nelle frequenti fasi di accelerazione tipiche del traffico urbano, riducendo al contempo le perdite energetiche.

Volkswagen ID. Polo dimostra che la potenza non è tutto nelle EV

Volkswagen ID. Polo
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L’altro elemento è l’inverter, il componente che converte l’energia della batteria in potenza utilizzabile dal motore. La ID. Polo adotta un inverter in carburo di silicio al posto del più comune silicio, una tecnologia finora riservata a elettriche di fascia alta. Il vantaggio principale è una minore dispersione di calore e quindi un rendimento superiore in fase di accelerazione. L’inverter si occupa anche di modulare i campi magnetici in funzione della velocità e della richiesta di potenza, ottimizzando il funzionamento alle basse andature e gestendo il recupero di energia in frenata per ricaricare la batteria durante i rallentamenti.

Volkswagen ID. Polo

Questa impostazione tecnica spiega la scelta di Volkswagen di contenere la potenza sulla versione d’accesso, attesa con circa 85 kW pari a 115 CV. In un segmento dove anche le compatte vengono spesso proposte con valori molto superiori, il gruppo tedesco preferisce lavorare su peso, calibrazione del telaio e ottimizzazione dei consumi piuttosto che inseguire numeri elevati sulla scheda tecnica. La versione GTI, secondo le prime informazioni, dovrebbe invece salire fino a 226 CV, mantenendo però una gestione dell’erogazione orientata a combinare prestazioni e autonomia.

L’approccio della ID. Polo riflette una filosofia industriale da parte di Volkswagen che vede nella riduzione della potenza e della coppia sulle varianti standard uno strumento per abbattere i consumi e migliorare la percorrenza con una singola carica, puntando su agilità e prontezza di risposta piuttosto che sulla potenza bruta.