Audi Nuvolari Spyder: il CEO apre alla versione a cielo aperto della supercar

Audi potrebbe preparare una Nuvolari Spyder ancora più rara della coupé da 499 esemplari.
audi nuvolari

L’arrivo di una variante scoperta della Audi Nuvolari sembrerebbe tutt’altro che escluso, stando alle parole del CEO Gernot Döllner, che in una recente conversazione con Top Gear avrebbe lasciato aperta la porta a una Spyder costruita in numeri ancora più contenuti rispetto alla coupé. La supercar ibrida da poco svelata, destinata a raccogliere l’eredità della R8, è prevista in una serie limitata di 499 unità con prime consegne attese il prossimo anno.

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Audi Nuvolari Spyder, il CEO lascia intendere una versione ancora più rara della supercar

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Alla domanda se alla coupé sarebbero seguite altre 499 Nuvolari Spyder, Döllner avrebbe inizialmente risposto in maniera negativa. Quando però gli è stato chiesto se quel diniego riguardasse l’esistenza stessa di una versione scoperta o piuttosto soltanto il numero di esemplari, il manager avrebbe sorriso replicando con un laconico “non 499”, un piccolo indizio sufficiente a lasciar intendere che una roadster potrebbe effettivamente entrare in produzione, presumibilmente in tirature ancora più ristrette.

Se confermata, la Nuvolari Spyder diventerebbe una delle Audi più rare mai prodotte, una vettura destinata a una platea di collezionisti decisamente più ristretta rispetto a quella già esclusiva della coupé. Resta da capire quale strada il marchio di Ingolstadt sceglierà per il tetto, considerando che la vecchia R8 Spyder utilizzava una capote in tela mentre la Concept C presentata di recente mostrava una soluzione rigida retrattile. Le somiglianze stilistiche tra il prototipo e la Nuvolari renderebbero plausibile l’adozione di un meccanismo analogo anche sulla supercar di serie, soluzione che però porterebbe con sé un inevitabile incremento di massa, aspetto delicato su una vettura plug-in hybrid già appesantita da batteria e tre motori elettrici.

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La base tecnica della Nuvolari coupé poggia su una carrozzeria minimalista in fibra di carbonio e su un powertrain di rara complessità, con un V8 biturbo da 4,0 litri montato in posizione centrale affiancato da una batteria agli ioni di litio da 7,3 kWh e da tre unità elettriche a flusso assiale. La potenza complessiva tocca i 987 CV scaricati a terra attraverso la trazione integrale, con uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in 2,6 secondi e una velocità massima superiore ai 350 km/h. Un’eventuale Spyder dovrebbe ereditare gran parte di questa architettura, anche se le modifiche strutturali necessarie ad accogliere il tetto apribile potrebbero incidere su peso, rigidità torsionale e prestazioni finali.

La Nuvolari rappresenta in ogni caso un ritorno importante per Audi nel mondo delle supercar, un territorio dal quale il marchio dei Quattro Anelli si era allontanato dopo l’uscita di produzione della R8. L’eventuale arrivo di una Spyder in tiratura ulteriormente ridotta contribuirebbe a rafforzare il posizionamento del modello su un segmento da collezione.

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