Xiaomi smette di occuparsi solo di auto elettriche. Con la serie Sky Nomad, nome cinese Pengcheng, il marchio di Lei Jun entra nel segmento dei SUV a autonomia estesa, rompendo per la prima volta con la filosofia full-electric che aveva caratterizzato SU7 e YU7.
I due modelli si chiamano N90 Max e N70 Max. Il primo è un SUV a sette posti lungo 5,28 m su un passo di 3 m, configurazione a doppio motore da 210 e 100 kW, batteria CALB da 76 kWh e un’autonomia dichiarata fino a 505 km nel ciclo CLTC. Il secondo è più compatto, per così dire, 4,96 m, cinque posti, stesso schema motorizzato nell’allestimento Max, ma condivide la stessa anima.

Entrambi montano un motore termico M15DRE da 1.499 cc prodotto da Harbin Dongan, con 152 CV di potenza netta, abbinato a un generatore a combustione che prolunga l’autonomia senza collegamento diretto alle ruote. A secco di batteria, il consumo scende a 5,7 litri per 100 km.

L’architettura si chiama Kunlun, sviluppata internamente da zero a partire dal 2023, e porta con sé un’idea precisa di abitacolo. Pianale piatto, guide lunghe per i sedili, sedili anteriori girevoli di 180 gradi per guardare chi sta dietro. Un bracciolo centrale che scorre all’indietro e si trasforma in bancone. C’è anche una variante dell’N90 Max con tetto a scomparsa, tavola da letto sul tetto e connettore per tenda laterale.

Lei Jun è stato esplicito sulla strada di Xiaomi, perché SU7 e YU7 sono auto per chi guida, mentre Sky Nomad è uno spazio che si abita, si reconfigura, si trasforma in salotto, studio o bar quando il veicolo è parcheggiato.
Il contesto competitivo non è accomodante. Nel 2025, Li Auto e Aito, quest’ultima nell’orbita Huawei, occupavano sette delle dieci posizioni più alte nella classifica degli EREV più venduti in Cina. Xiaomi si inserisce con prezzi attesi a partire da circa 200.000 yuan, vale a dire intorno ai 26.000 euro, puntando direttamente al cuore di quel duopolio.
Sul fronte dei volumi, la pressione è reale. L’obiettivo 2026 è 550.000 consegne, il 34% in più rispetto al 2025. Nel primo semestre ne sono state registrate 185.055, circa un terzo del target, il che significa che la seconda metà dell’anno richiede una media mensile di 60.000 unità. Il picco storico del marchio è 50.212, segnato lo scorso dicembre.
