Dal 1993, una certa sigla non ha mai voluto sembrare innocua. Parliamo di RS, due lettere che in casa Audi equivalgono a un’abbreviazione che non ammette zone grigie. Neckarsulm non ci gira intorno e con la nuova RS 5, che eredita il numero dall’RS 4 dopo un salto di nome piuttosto discutibile, il messaggio è lo stesso di sempre, solo con qualche chilo in più e una spina elettrica.
Perché la RS 5 è, per la prima volta nella storia del marchio, una plug-in hybrid. E non una di quelle ibride timide che si limitano ad abbassare i consumi dichiarati nel ciclo WLTP. Stiamo parlando di un sistema P2 che integra un motore elettrico da 130 kW (176 CV) nella trasmissione, affiancato al V6 biturbo da 2,9 litri, rinnovato al 70% secondo le parole di Rolf Michl di Audi Sport, con turbocompressori a geometria variabile, nuovi intercooler raffreddati ad acqua e un processo di combustione rivisto.

Il risultato combinato è 639 CV e 825 Nm di coppia, con un’autonomia elettrica che supera gli 80 km. Un’autonomia che, diciamocelo, nella RS 5 serve principalmente per svuotare la batteria da 25,9 kWh nel minor tempo possibile, magari tramite la modalità “Boost” attivabile con un pulsante sul volante.
Il problema, non è difficile pensarci, è il peso. 2.370 kg sono tanti, anzi sono tantissimi per un’auto che vuole sfidare la BMW M3 sul circuito. La sola batteria incide per 170 kg sull’asse posteriore. Che questo porti a una distribuzione quasi perfetta, 51/49, è un dato tecnico encomiabile; che il rapporto peso/potenza rimanga a 3,7 kg/CV, identico a quello della M3 Touring Competition con xDrive e i suoi 530 CV su 1.940 kg, è invece il dato scioccante.
La Mercedes-AMG C 63 E Performance, che con la sua tecnologia ibrida P3 posiziona il motore elettrico direttamente sull’asse posteriore, pesa quasi 200 kg in meno dell’Audi e vanta 680 CV per un rapporto di 3,2 kg/CV. In accelerazione pura, 0-100 in 3,4 secondi, si prende il primo round. La RS 5, con i suoi Pirelli Trofeo opzionali e il nuovissimo differenziale a slittamento limitato Dynamic Torque Control, però, potrebbe davvero cambiare le carte in tavola.

Quel che è certo è che il trio teutonico sta cambiando pelle. BMW porterà una M3 elettrica nel 2027, mantenendo parallelamente il sei cilindri termico. AMG, invece, sembra stia già uscendo piano piano dal segmento.
La RS 5 arriva d’estate, in versione berlina e Avant, con cerchi da 20 pollici di serie e cinque modalità di guida che vanno dalla crociera silenziosa alla RS Torque Rear, concepita esplicitamente per chi vuole sbandate controllate in uscita di curva. Sarà giudicata sul campo.
