Tesla, ultima in Europa: peggio di Shein e delle compagnie petrolifere

L’unico criterio che salva parzialmente Tesla resta l’innovazione. Tutto il resto affonda: lavoro, governance, responsabilità e soprattutto leadership.
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Classificarsi dietro Temu e Shein in una graduatoria sulla reputazione aziendale richiede un talento particolare. Tesla c’è riuscita. Nel 2025, il marchio di Elon Musk si è piazzato all’ultimo posto nei cinque principali mercati nordeuropei analizzati dalla società finlandese Reputation and Trust Analysts: Germania, Svezia, Norvegia, Danimarca e Finlandia. Un risultato che ha del miracoloso, se si considera che parliamo di un’azienda che fino a tre anni fa occupava la top 10 in Svezia.

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L’indagine valuta otto criteri fondamentali: innovazione, dialogo con i consumatori, qualità di prodotti e servizi, ambiente di lavoro, responsabilità sociale, governance, performance finanziaria e leadership. Su una scala fino a cinque punti, Tesla ha ottenuto punteggi imbarazzanti con 2,5 in Germania e Svezia, appena 2,53 in Finlandia e 2,59 in Norvegia. Qualsiasi cosa sotto il 2,5 viene considerata “molto scarsa”.

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Il crollo non è stato graduale. In Germania il punteggio è precipitato di 0,77 punti in un solo anno, mentre altri marchi oscillano appena di 0,10 o 0,20. Tesla si ritrova ora dietro catene di fast food, giganti petroliferi, compagnie aeree low-cost e colossi dell’agroalimentare. Aziende abitualmente criticate per pratiche ambientali discutibili, sfruttamento del lavoro, cibo spazzatura. Eppure Tesla, quella che doveva salvare il pianeta con le auto elettriche, è riuscita a fare peggio.

L’unico criterio che salva parzialmente il marchio resta l’innovazione. Tutto il resto affonda: ambiente di lavoro, governance, responsabilità e soprattutto leadership. Proprio quella leadership incarnata da un CEO che sembra più interessato a trollare su X che a gestire un’azienda automobilistica.

Perché il problema non è iniziato nel 2025. Le condizioni di lavoro nella Gigafactory di Berlino, le bizzarrie pubbliche di Musk, l’affidabilità contestata della Model Y in Germania. I segnali erano chiari da tempo. Il 2025 ha solo sancito il collasso definitivo.

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E mentre le vendite in Europa crollano al punto da mettere in discussione la sostenibilità della produzione berlinese, Tesla annuncia la fine di Model S e Model X per concentrarsi sulla produzione robotizzata. Il CEO, evidentemente, ha già metabolizzato il fallimento.