Tesla Model 3, scordare il precondizionamento è un autentico dramma

Le auto elettriche come la Model 3 gestiscono l’inferno bianco meglio di noi, a patto di non essere pigri con l’app Tesla.
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Immaginiamo per un attimo di stare in una località dove il termometro segna -32 gradi e l’unica speranza di mobilità è un pezzo di ghiaccio parcheggiato all’aperto da dieci ore. Ebbene, lo YouTuber Frozen Tesla ha deciso di fare da cavia per tutti noi, lasciando la sua Tesla Model 3 Long Range All-Wheel Drive 2024 a congelare senza spina, con la batteria al 48%.

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Durante la notte, la Tesla ha perso solo il 3% di carica, ma la vera sfida è iniziata al mattino, quando la batteria segnava un gelido valore di -20 °C. All’accensione, la Model 3 ha risposto presente, anche se un fastidioso rumore proveniente dal caricabatterie wireless sembrava suggerire che nemmeno l’auto fosse particolarmente felice di essere svegliata in quelle condizioni.

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Così, coraggiosamente, il proprietario si è diretto verso un Supercharger Tesla a 35 km di distanza senza impostare la destinazione sul navigatore. In questo modo, ha negato all’auto la possibilità di attivare il precondizionamento, affrontando il viaggio nelle peggiori condizioni possibili. L’efficienza energetica è colata a picco come il Titanic: il consumo medio è stato di 64,2 kWh/160 km, il che ridurrebbe l’autonomia reale di una batteria da 76 kWh a meno di 200 km. Praticamente, una Tesla da 500 km trasformata in una microcar da città.

Arrivato alla stazione di ricarica rapida, il dramma è continuato. Senza aver scaldato le celle durante il tragitto, la Model 3 ha passato i primi 15 minuti a litigare con i sensori per alzare la temperatura interna della batteria, rifiutandosi di accettare potenze degne di nota. La stima iniziale per passare dal 25% al 75% si è rivelata un’eternità di 55 minuti, con la potenza che non ha mai visto i 100 kW nemmeno col binocolo.

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Ma dobbiamo parlare del viaggio di ritorno. Con l’abitacolo caldo e la batteria finalmente a 37 °C, l’efficienza è raddoppiata, tornando a un più umano 5 km/kWh.

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La morale della favola è chiara. Le auto elettriche gestiscono l’inferno bianco meglio di noi, a patto di non essere pigri con l’app Tesla. Mantenere una carica extra e pre-riscaldare l’auto non è più un optional, ma l’unico modo per non trasformare una sessione di ricarica in una trappola nel mezzo di una tormenta.