Con Tesla le promesse ambiziose non mancano mai e il Cybercab ne è l’ennesima dimostrazione. Il nuovo robotaxi voluto da Elon Musk dovrebbe entrare in produzione già a partire da aprile, con l’obiettivo di rivoluzionare non solo la mobilità urbana ma anche il modo in cui le auto vengono costruite. L’azienda punta su un processo produttivo completamente nuovo, pensato per ridurre costi e tempi di assemblaggio.

Negli ultimi mesi alcuni prototipi sono stati avvistati su strada e hanno attirato molta attenzione. Nonostante il modello fosse stato presentato senza volante e pedali, le vetture attualmente in circolazione ne sono dotate. Questo suggerisce che la guida completamente autonoma non sia ancora pronta per un utilizzo reale su larga scala. Nonostante ciò, Musk continua a sostenere che la produzione subirà una forte accelerazione dopo una fase iniziale più lenta. Le stesse promesse fatte per il Cybertruck, insomma.
Proprio su questo tema il CEO di Tesla è intervenuto direttamente sui social, spiegando il suo punto di vista. “La produzione iniziale è sempre molto lenta e segue una curva a S. La velocità di crescita è inversamente proporzionale al numero di nuove parti e di nuovi processi. Nel caso di Cybercab e Optimus quasi tutto è nuovo, quindi il ritmo iniziale sarà estremamente lento, ma col tempo diventerà impressionante”, ha scritto Musk.
Già lo scorso anno Musk aveva parlato di una produzione annua di almeno due milioni di Cybercab, con la possibilità di arrivare a quattro milioni nel lungo periodo. Numeri che fanno impressione se si considera che nel 2023 Tesla ha venduto complessivamente poco più di un milione e mezzo di veicoli in tutto il mondo. In pratica, questo singolo modello dovrebbe raggiungere volumi paragonabili a quelli dell’intera gamma attuale.
Il Cybercab, però, non è un’auto tradizionale. Si tratta di un veicolo compatto a due posti, pensato per gli spostamenti urbani e per i servizi di mobilità automatizzata. Al momento della presentazione si era parlato di un prezzo attorno ai 30.000 dollari, una cifra che teneva conto degli incentivi federali statunitensi oggi non più disponibili.

Per rendere sostenibile il progetto, Tesla sta puntando su una nuova architettura produttiva con un numero ridotto di componenti e fasi di montaggio semplificate. L’obiettivo è rendere la fabbrica più efficiente e abbassare i costi. Tuttavia, il fatto che i prototipi utilizzino ancora comandi tradizionali dimostra che la tecnologia non è ancora pronta per eliminare del tutto l’intervento umano.
Il quadro diventa ancora più ambizioso se si considera che Musk continua a parlare di una produzione complessiva di 20 milioni di veicoli all’anno entro il 2030, un traguardo che supererebbe quello dei principali costruttori mondiali e, almeno per il momento, a dir poco improbabile.
I primi Cybercab dovrebbero uscire dalle linee nei prossimi mesi, con una crescita inizialmente contenuta e poi, nelle intenzioni di Tesla, molto più rapida. Resta da vedere se la reale domanda del mercato di questo progetto riuscirà davvero a mantenere le promesse o se dovrà fare i conti con una realtà più complessa, come appunto successo con il Cybertruck.
