Il Full Self-Driving di Tesla torna al centro delle polemiche proprio mentre il sistema prova ad ampliare la propria diffusione anche in Europa, dove in assenza di un’omologazione unica a livello UE alcuni Paesi procedono in autonomia, come già accaduto nei Paesi Bassi e in Lituania. A riaccendere il dibattito è una nuova inchiesta di Reuters basata sulle testimonianze di ex dipendenti coinvolti nello sviluppo del sistema, secondo cui alcune dichiarazioni dei vertici Tesla avrebbero presentato il FSD in modo più favorevole rispetto a quanto emerge dai dati interni.
Tesla sotto accusa: il FSD sarebbe meno sicuro di quanto dichiarato

Nel luglio 2025 il CFO Vaibhav Taneja aveva definito il FSD “dieci volte più sicuro dei conducenti umani”, posizione ripresa dalla presidente del CdA Robyn Denholm e accompagnata dalle dichiarazioni di Elon Musk sul presunto taglio dell’85% degli incidenti. Secondo Reuters, però, Tesla avrebbe “truccato” il confronto contando per le proprie auto solo gli incidenti gravi con airbag attivato, mentre come riferimento avrebbe usato il dato federale di tutti i sinistri finiti con un carro attrezzi, che comprendono anche incidenti più leggeri.
Tuttavia, riportando entrambi i numeri sulla stessa base, il vantaggio crolla a circa un terzo, e va comunque ridimensionato perché il parco Tesla ha in media 4,1 anni contro i 12,8 del parco USA, quindi monta tecnologie di sicurezza più recenti a prescindere dal FSD.
Sette dei nove ex dipendenti interpellati da Reuters avrebbero dichiarato di non fidarsi del FSD, con uno di loro che afferma testualmente di non salire su un Cybercab “neanche se lo pagassero”. Tra i problemi segnalati figurano la gestione dei veicoli di emergenza con sirene attive, il comportamento vicino ai motociclisti, le frenate improvvise in uscita da autostrade e l’ingresso nei cantieri, dove una vettura sarebbe arrivata vicinissima a investire alcuni operai. Vengono citati anche casi di mancato riconoscimento dei pedoni sulle strisce e un episodio in modalità “Mad Max” con una Tesla a circa 100 km/h in una strada con limite a 40.

L’inchiesta ricostruisce anche il debutto del Cybercab dell’ottobre 2024 negli studi Warner Bros, quando Musk aveva escluso la necessità di mappature dettagliate al contrario di Waymo. Stando alle testimonianze, i dipendenti avrebbero invece testato i prototipi per intere giornate, annotando dossi, dislivelli e segnaletica per ridurre al minimo il rischio di errori. Tesla affronta intanto diverse indagini negli Stati Uniti legate al comportamento di FSD e Autopilot, tra cui il caso della donna di 22 anni morta in Florida in un incidente collegato al sistema Autopilot.
