La conferma che la Tesla Roadster 2.0 verrà prodotta nello stabilimento di Giga Texas arriva da Lars Moravy, chief engineer del marchio americano, intervenuto nel podcast Ride The Lightning condotto da Ryan McCaffrey. È la prima indicazione ufficiale sul sito produttivo della sportiva elettrica, un dettaglio che mancava persino nella documentazione societaria relativa al primo trimestre 2026, dove la Roadster non risultava ancora associata a uno stabilimento specifico.
Tesla conferma la Roadster in Texas ma ancora nessuna novità sulla data del debutto

Il progetto, presentato per la prima volta nel 2017 insieme al Tesla Semi, entrato in produzione di massa solo poche settimane fa, resta tuttavia avvolto in un’incertezza che si protrae ormai da quasi un decennio. Elon Musk ha indicato a più riprese finestre temporali per il debutto della vettura, parlando prima di aprile e poi di un generico “entro aprile”, senza che nessuna di queste scadenze venisse rispettata. A oggi non risultano avvistamenti di prototipi in fase di test su strada e lo stesso Moravy, pur confermando Giga Texas, ha fatto riferimento a “primi piani” per la produzione, un’espressione che lascia intendere come il programma non abbia ancora raggiunto una fase operativa avanzata.
Va considerato anche il contesto in cui Tesla si muove attualmente. L’attenzione del marchio si è spostata in modo evidente verso la guida autonoma, la robotica e l’intelligenza artificiale, mentre gli aggiornamenti sui modelli di serie si sono limitati a interventi contenuti su Model 3 e Model Y e a un progressivo ridimensionamento del ruolo di Model S e Model X nella gamma. In questo scenario la Roadster rimane una delle poche vetture nuove che Musk continua a evocare con insistenza, benché il divario tra le promesse e i fatti alimenti un crescente scetticismo tra osservatori e potenziali clienti.

Un elemento che potrebbe indicare un impegno reale nella direzione delle auto ad alte prestazioni è la costruzione di una pista di test all’interno dell’area della Gigafactory in Texas. Le immagini più recenti mostrano un tracciato ovale per prove ad alta velocità, chicane per la valutazione del comportamento dinamico e un percorso off-road nella parte interna della struttura, un investimento infrastrutturale difficile da giustificare con la sola Roadster, che dovrebbe restare un modello di nicchia prodotto in numeri limitati, e che suggerisce piuttosto un interesse di Tesla per lo sviluppo di vetture dall’impostazione dinamica. Resta da capire se e quando tutto questo si tradurrà nella presentazione della versione definitiva della sportiva e, soprattutto, nell’effettivo avvio delle consegne.
