Nei piazzali della Gigafactory in Texas sono già comparsi oltre cento Cybercab, il robotaxi a due posti che Tesla ha progettato senza volante né pedali. La linea di produzione funziona, ma il problema del Cybercab sta nel software di guida autonoma, non ancora abbastanza maturo da far circolare questi veicoli senza nessuno a bordo pronto a intervenire.
Tesla Cybercab, il robotaxi senza volante è già in produzione ma non ancora pronto per il mercato

Il Tesla Cybercab nasce con un vincolo strutturale, perché senza comandi manuali non può essere venduto come un’auto normale né guidato da un cliente privato. Gli esemplari che escono dalla fabbrica al momento possono al massimo riempire i piazzali fino a quando Tesla non otterrà il via libera o servire per sessioni di test, senza però poter svolgere l’unica funzione per cui sono stati progettati, cioè muoversi da soli nel traffico delle città.
Il servizio robotaxi avviato da Tesla ad Austin nel 2025 resta d’altra parte ancora limitato. L’azienda ha allargato le zone operative in Texas e ha mosso i primi passi verso Miami, eppure le flotte in strada sono ancora poche rispetto a quanto annunciato da Elon Musk. A frenare l’espansione non è la mancanza di veicoli ma la validazione della sicurezza del Full Self-Driving in modalità completamente autonoma, un traguardo che secondo le tempistiche attuali non dovrebbe arrivare prima della fine del 2026 o dell’inizio del 2027.
Le regole negli Stati Uniti stanno comunque cambiando a favore di Tesla, visto che la normativa federale si sta aprendo ai veicoli privi di comandi tradizionali. Questa evoluzione regolamentare, però, da sola non basta. Prima di poter mettere il Cybercab su strada come prodotto commerciale, Tesla dovrà dimostrare che il mezzo sa cavarsela senza supervisione umana almeno nelle aree coperte dal servizio, e al momento quella dimostrazione è ancora lontana.

Tesla ha già pagato in passato scelte troppo anticipatrici, come la rimozione delle leve dietro al volante su alcuni modelli, ripristinate dopo le proteste dei clienti. Con il Cybercab la posta in gioco però è diversa, perché si parla di un veicolo pensato per essere completamente autonomo, dove nessuno a bordo può intervenire in caso di problemi e l’unico controllo possibile, in caso di emergenza, resta quello di operatori collegati da remoto.
Se il FSD, che ultimamente sta ricevendo molte critiche, raggiungerà davvero il livello di affidabilità promesso, il Cybercab potrebbe diventare uno dei prodotti più importanti nella storia dell’azienda. Fino ad allora, però, gli esemplari che stanno uscendo dalla fabbrica resteranno probabilmente fermi nei piazzali a prendere polvere.
