Tesla presenterà il Cybercab ad Austin nel corso della giornata di oggi 3 settembre, ma l’evento organizzato per clienti e invitati non garantisce che il robotaxi senza volante e pedali inizi subito a trasportare passeggeri paganti. La casa automobilistica ha già avviato la produzione in Texas e sta provando alcuni esemplari sulle strade pubbliche, tuttavia deve ancora spiegare quando il nuovo veicolo entrerà realmente nella flotta commerciale e con quali condizioni operative.
Tesla Cybercab pronto al lancio, ma sicurezza e autorizzazioni restano da chiarire
Il programma ha compiuto diversi passi avanti durante l’estate. Tesla ha comunicato che a luglio i dipendenti hanno iniziato a utilizzare il Cybercab all’interno della Gigafactory Texas, dopo l’avvio delle prove su strada delle vetture destinate alla produzione. Secondo quanto riportato da The Information e Reuters, la fase seguente prevede corse per il personale sulle vie di Austin e soltanto in seguito l’inserimento nel servizio Robotaxi, oggi svolto soprattutto con la Model Y.
La differenza tra i due veicoli rende questo passaggio particolarmente delicato. Il Cybercab nasce con due posti e senza comandi manuali, quindi nessun occupante può intervenire direttamente in caso di difficoltà. Le Model Y impiegate finora conservano invece volante e pedali e permettono a Tesla di adottare forme differenti di supervisione a seconda della città e delle autorizzazioni ottenute. Durante le prime prove, un operatore sedeva sul lato passeggero per controllare il comportamento del veicolo e intervenire in caso di necessità.
Il Cybercab utilizza un motore posteriore da 163 kW, pari a circa 219 CV, e dovrebbe adottare una batteria da 48 kWh. Durante le prove dell’EPA ha percorso 418 miglia, circa 673 km, ma il risultato è stato ottenuto prima dell’applicazione dei correttivi previsti dal protocollo statunitense. L’autonomia riportata sull’etichetta sarà quindi inferiore e Tesla non ha ancora comunicato il valore definitivo.
Negli Stati Uniti il costruttore deve inoltre conciliare il progetto con norme federali nate in gran parte attorno a veicoli dotati di comandi tradizionali. La NHTSA consente ai produttori di richiedere esenzioni per un massimo di 2.500 mezzi all’anno, a condizione che dimostrino un livello di sicurezza equivalente, ma Tesla non risulta avere seguito la procedura utilizzata da Zoox. Ciò non prova che il Cybercab sia privo dei requisiti necessari, poiché l’azienda può tentare la strada dell’autocertificazione, ma lascia aperta una questione che l’evento dovrà affrontare.
Ad Austin Tesla dovrà chiarire se il Cybercab entrerà subito nella rete Robotaxi oppure continuerà ancora per qualche tempo le prove con i dipendenti. Finché i clienti non potranno prenotare una corsa, l’evento resterà una presentazione pubblica del modello, nulla di più.




