Tedeschi sotto pressione: BMW taglia, ripensa e spera che i cinesi aspettino

BMW crolla in Cina, margini dimezzati, CEO cambia tutto. Cosa succede davvero nel cuore della casa bavarese.
BMW, produzione germania

Il margine operativo della divisione auto BMW è crollato al 2,3%. L’anno scorso era al 5,4%. Il nuovo CEO Milan Nedeljkovic ha usato una parola sola per descrivere i risultati del secondo trimestre: “insoddisfacenti”, ed è difficile dargli torto.

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L’utile ante imposte è scivolato del 35%, l’utile netto si è fermato a 1,7 miliardi di euro, e il contesto non promette nulla di buono. Cina in caduta libera, Medio Oriente che pesa sulla fiducia dei consumatori, concorrenza elettrica sempre più aggressiva. BMW non è sola in questa tempesta, ma questo non la rende, come dire, più leggera.

BMW, produzione germania
BMW Group Werk Dingolfing, 2 Mio. BEV

Le vendite globali nel trimestre sono calate di circa il 5%. In Cina, le consegne sono crollate del 30%. Il mercato che per anni ha sostenuto i bilanci dei premium tedeschi si sta riorganizzando intorno ai produttori locali, che portano in dote batterie più economiche, software più rapido e prezzi che i brand europei faticano anche solo ad avvicinare. Nedeljkovic sostiene che l’impatto dei costruttori cinesi sulle vendite europee non sia ancora visibile nei dati.

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La risposta di BMW è una revisione strutturale che, nelle parole del CEO, toccherà processi e strutture finora considerati “intoccabili”. Vendite, acquisti, produzione, sviluppo dei modelli, è tutto sul tavolo. Nessun dettaglio operativo è stato fornito, il che lascia ampio spazio all’immaginazione e, soprattutto, alle preoccupazioni dei lavoratori. Una fonte citata prima della presentazione dei risultati parlava di 8.000 esuberi tramite prepensionamento volontario. Nedeljkovic non ha confermato né smentito.

Prevista anche una semplificazione della gamma: meno varianti per mercato, offerta più mirata. I veicoli elettrici crescono a velocità diverse a seconda della regione. In Cina corrono, negli Stati Uniti i motori termici tengono bene, dunque, produrre tutto per tutti non è più sostenibile come modello di business.

BMW, produzione germania

BMW conferma intanto le previsioni annuali, puntando a un margine operativo tra l’1% e il 3% per la divisione auto. Una forchetta che, dopo il profit warning di giugno, serve come pavimento minimo che come obiettivo ambizioso.

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I produttori cinesi sviluppano, scalano e rinnovano a un ritmo che la tradizione ingegneristica bavarese non è strutturata per seguire. La nuova generazione di elettrici BMW potrebbe arrivare quando il mercato cinese avrà già scelto i suoi campioni.