Rimasta ferma in un garage per quarant’anni, a fare la guardia c’erano solamente i topi. Questa Mustang del 1967 è diventata un hotel a cinque stelle per roditori, con tanto di dispensa, dato che c’erano quasi 14 kg di ceci stipati tra abitacolo e bagagliaio.
A svegliarla ci hanno pensato Lance e Wyatt Bush, i due texani dietro il canale YouTube RESTORED, che hanno filmato tutto in una “versione meccanica” dell’ASMR, come riporta Auto Evolution. Per Lance non è una macchina qualunque: ci passava davanti con lo scuolabus più di trent’anni fa, e la vedeva marcire sempre nello stesso punto.
Il recupero di questa Mustang parte benissimo, quasi sospetto. Pneumatici schiacciati su “cinque lati”, erba alta e vetri opachi, eppure le ruote girano e i freni non sono incollati, alla fine si arriva sul carro attrezzi senza drammi. Poi si apre il cofano, e lì finisce la pacchia.
Il V8 small block di origine messicana è incompleto, con i pozzetti delle candele spalancati all’umidità. L’endoscopio mostra ruggine nel primo cilindro e un ragno defunto. Invece di smontare tutto, i due riempiono le camere di Evapo-Rust e forzano piano l’albero motore finché non gira. La compressione fa ridere: da 140 psi a 65, colpa delle valvole incollate, liberate con aria compressa e qualche colpetto sulle molle. Seguono ritorni di fiamma da fuochi d’artificio e uno spinterogeno grippato, scaldato per regolare l’anticipo. Alla fine il blocco gira da solo, avvolto in una nuvola di fumo.
Il resto è un’operazione di salvataggio a catena. La pompa dell’acqua perde da tutte le parti e va sostituita insieme al radiatore. Nel serbatoio c’è una specie di catrame solido e le tubazioni sono intasate: serbatoio nuovo, linee pulite e un carburatore di scorta permettono al V8 di restare al minimo oltre quindici minuti. Il cambio automatico, a secco, non ingrana nulla.
I freni sono l’ultimo scoglio. Pedale a tappeto, quindi quattro cilindretti e pompa sostituiti, più una bella spurgata. L’impianto di scarico originale, divorato dalla corrosione, finisce sotto la sega e lascia il posto a lunghi collettori e una linea Flowmaster. Per montare i supporti bisogna sgomberare un nido gigantesco sotto il sedile posteriore, ancora pieno di ceci. Sul parabrezza lo sporco è così spesso che va grattato via prima dell’idropulitrice.
Ripulita e calzata con cerchi Magnum 500, la Mustang ricomincia a somigliare a sé stessa.








