La Porsche Mission S è una concept car in grado di regalare una visione su quello che dovrebbe essere il nuovo modello di alta gamma destinato a posizionarsi sopra la 911. Pur avendo contenuti esclusivi, non sarà una limited edition. La sua permanenza in listino sarà destinata a durare a lungo.
Il futuro modello, annunciato da questa vettura espositiva, rientra nel quadro del riposizionamento strategico del marchio, di cui vi avevamo parlato in un articolo degli scorsi giorni.
La show car di fresco conio, offerta alla prima visione del pubblico a New York, offre in anteprima quella che sarà l’identità stilistica delle prossime opere della casa di Stoccarda. Dal punto di vista estetico, la Porsche Mission S non fatica a guadagnare il consenso degli occhi.
I suoi tratti scultorei sviluppano un linguaggio formale autentico, coerente e senza tempo, arricchito da elementi innovativi. Si colgono rimandi alla 911 GT1 e alla 959, ma in un quadro compositivo del tutto diverso. Una cosa è certa: questa concept car è riconoscibile nella paternità, sin dal primo sguardo. Qui, però, c’è il tentativo di creare un nuovo approccio visivo, orientato alla modernità. Da notare il taglio espressivo dei cerchi, ripreso da quello della 928.
Come dicevamo, la Porsche Mission S rappresenta una piattaforma per una supersportiva a motore centrale destinata a collocarsi stabilmente sopra la 911. Per la prima mondiale di quest’auto è stato scelto un luogo di grande importanza storica per l’azienda: un molo del Queens, a New York, con vista sullo skyline di Manhattan, dove nel 1953 furono scattate le prime immagini della 550 Spyder, anch’essa a motore centrale. La ragione della scelta? Evidenziare la connessione con la storia, pur essendo al cospetto di un modello che guarda al futuro.
La Porsche Mission S è il risultato di una strategia di design olistica e lungimirante: illustra un orientamento strategico destinato ad avere dei riflessi sulla gamma futura della casa tedesca. Nell’abitacolo si sono cercati il purismo, un’ergonomia orientata al guidatore e una simbiosi lungimirante tra comandi analogici e digitali. La riduzione deliberata di questi ultimi favorisce un’interazione diretta tra conducente e veicolo. Gli appassionati apprezzeranno.
Sulla Porsche Mission S, sia dentro che fuori, vengono proiettati nel futuro i tratti distintivi del design aziendale. Le superfici della carrozzeria enfatizzano, con grande pulizia formale, le note della muscolosità e del dinamismo. Ne deriva un design armonioso ma potente, che mostra chiaramente il potenziale del mezzo. Il motore è collocato in posizione centrale. Non sappiamo le sue caratteristiche. Potrebbe trattarsi di un V8, ma non ci sentiamo di escludere un 6 cilindri o qualche altro frazionamento.
Molta attenzione è stata destinata alla “Driver Experience” (esperienza di guida), come impone la tradizione aziendale. A sostenere questo progetto vi sono decenni di esperienza nel motorsport, tecnologie innovative che definiscono l’identità del marchio e un design lungimirante, che dalla Mission S potrebbe traslare in un prodotto di serie.








Fonte | Porsche
