La Mercedes Classe S si presenta rinnovata con ben 2.700 componenti nuovi e un sistema operativo di ultima generazione. Mercedes lo definisce un restyling, ma quando quasi metà dell’auto viene sostituita, forse sarebbe più onesto parlare di qualcosa che assomiglia a una “quasi” nuova generazione. Il timing, comunque, è quanto meno infelice. La produzione è crollata da 90.000 unità nel 2022 a meno di 50.000 nel 2025. Solo una piccola flessione del 45%.

In questo scenario la casa di Stoccarda ha deciso di giocare il tutto per tutto. E dunque, prendere tecnologie già disponibili su CLA e GLC, integrarle nell’ammiraglia e sperare che il mercato del lusso, ormai dominato dai cinesi, non se ne accorga. Condividere sviluppi su diverse gamme è un “punto chiave per il contenimento dei costi”, dicono. Tocca risparmiare.

Il cambiamento più emblematico per la Classe S riguarda i sistemi di assistenza alla guida. Il Drive Pilot di Livello 3, quello che permetteva al conducente di lasciare che l’auto gestisse la propria traiettoria, viene dismesso. Hardware costoso, utilità limitata, clienti non disposti a pagare. Troppo bello per essere vero, evidentemente. Al suo posto arriva un sistema di Livello 2++, che consente la guida a mani libere nel traffico urbano. Funziona perfettamente, assicura Ola Kallenius. Però il conducente deve restare “attento e pronto a riprendere il controllo”. Guida autonoma sì, ma non troppo.
Il comfort, ovviamente, riceve attenzione particolare. Nella versione a passo lungo, i sedili posteriori diventano un ambiente “business class” con schermi da 13,1 pollici e telecamere.

Sotto il cofano, motori a sei e otto cilindri rielaborati. Il V8 della S 580 vanta 537 CV e 750 Nm di coppia. Due ibridi plug-in con circa 100 km di autonomia elettrica completano la gamma.
Il problema vero, però, è altrove. In Cina, BYD, Zeekr e Huawei vendono berline altamente connesse a prezzi inferiori dal 30 al 40%. I giovani acquirenti cinesi non considerano più una berlina tedesca uno status symbol automatico. Negli Stati Uniti, la tariffa del 15% imposta da Trump non aiuta. E l’EQS, la versione elettrica su cui Mercedes aveva puntato, ha ricevuto un’accoglienza decisamente tiepida.
