Mazda stoppa lo sviluppo interno dell’elettrica: meglio chiedere ai cinesi

Mazda punta su una filosofia moderata per l’elettrificazione, rimandando la sua piattaforma EV al 2028 e concentrandosi su partnership strategiche.
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Tutti corrono verso l’elettrificazione come se il domani fosse già bello e scritto, con tutte le indecisioni del caso, e in un contesto che dire “incerto” è quasi comico, Mazda ha deciso di applicare la filosofia più moderata possibile. Con un aiuto orientale non certo inaspettato.

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Il primo vero veicolo elettrico Mazda sviluppato interamente da zero, e quindi non derivato da modelli a benzina o preso in prestito dai partner cinesi, ha subito l’ennesimo ritardo. Se inizialmente la piattaforma dedicata ai veicoli elettrici annunciata nel 2021 doveva debuttare intorno al 2025, le ultime notizie spostano l’asticella “almeno” al 2028. E quindi? Quindi si torna ai partner.

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Il modello più atteso, probabilmente un SUV di medie dimensioni destinato a sfidare la Tesla Model Y e potenzialmente chiamato CX-5e, non vedrà le luci della ribalta tanto presto. Secondo Christian Schultze, vicedirettore R&D di Mazda Europe, la colpa è della tecnologia elettrificata, che definisce come “qualcosa di non stabile”. Insomma, le cose cambiano troppo in fretta e Mazda non ha voglia di investire miliardi in un’architettura che potrebbe diventare obsoleta prima ancora di uscire dal concessionario.

Nel frattempo, per non restare a piedi, la casa di Hiroshima si affida alla joint venture cinese con Changan Automobile. Modelli come la berlina Mazda 6e e il SUV CX-6e offrono al marchio il “sollievo” di avere l’auto giusta al momento giusto, ma con hardware altrui. Schultze osserva che alcune architetture di altri produttori sono già scomparse o si sono rivelate troppo pesanti e costose. Mazda, in pratica, preferisce osservare i fallimenti altrui mentre perfeziona la propria architettura scalabile Skyactiv EV.

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Nonostante la flemma, qualcosa si muove. Verso la fine del 2025 sono stati avvistati prototipi negli Stati Uniti, anche se nascosti sotto carrozzerie CX-90 modificate. Questa nuova piattaforma dovrebbe supportare diverse dimensioni e carrozzerie, seguendo un approccio simile alla piattaforma SSP di Volkswagen, anch’essa, pensate un po’, colpita da ritardi. Bisognerà vedere se, nel 2028, la “migliore soluzione possibile” promessa da Mazda sarà ancora attuale.