Niente volante. Niente griglia. Niente conducente. Sue non è un concept da salone, è una navetta elettrica a guida autonoma già immatricolata in Germania, con targa fisica e chilometri reali sulle strade bavaresi. UE Studios l’ha portata al Car-Design Event di Monaco e, per chi se l’aspettava come l’ennesimo prototipo da fotografia, la sorpresa è stata doppia.
Il design è volutamente simmetrico, con anteriore e posteriore che sono identici, stesse parti, stessa geometria. Una scelta che non è pigrizia creativa ma ingegneria applicata al buon senso. D’altronde, meno componenti diversi significa meno costi di produzione e riparazioni accessibili a qualsiasi officina.

È questo esattamente il punto: Sue funziona con un sistema a 48 volt, una tensione talmente contenuta che non richiede specialisti dell’alta tensione per ogni intervento. Un meccanico di quartiere può metterci le mani. Concetto rivoluzionario, nell’era in cui aprire il cofano di un’elettrica sembra richiedere una necessaria benedizione divina.
La batteria è alloggiata sotto il pavimento, il che abbassa il baricentro e garantisce stabilità. Sul tetto di questo van autonomo, una cintura visiva raccoglie telecamere e sensori in un unico modulo intercambiabile: quando arriverà una tecnologia migliore, si sostituisce la fascia, non il veicolo. Aggiornamento software e hardware senza rottamare nulla. Se lo facessero anche gli smartphone, metà Silicon Valley fallirebbe.

All’interno, Sue rinuncia al cruscotto in favore di finestrini enormi che restituiscono il marciapiede, non la plancia. Le due cabine passeggeri separate possono diventare opache su richiesta, per privacy garantita anche quando si condivide uno spazio pubblico. I sedili in plastica stampata in 3D si puliscono con un getto d’acqua. Le candele digitali indicano il posto prenotato. Niente cartelli, niente ambiguità.
La velocità massima del taxi autonomo si aggira sui 50 km/h, sufficiente per coprire in relax la distanza tra casa e la stazione ferroviaria più vicina. Sue, infatti, non vuole sostituire la metropolitana, vuole colmare quel vuoto frustrante che ogni pendolare conosce a memoria.
La vera incognita non è tecnologica. È legislativa. Sue gira già, funziona già, esiste già. La domanda è se le città europee riusciranno a mettere in pratica un sistema legalizzato e funzionale.
