Il nuovo Land Rover Defender si rimpicciolisce e si elettrizza: è la versione Sport

Il nuovo Defender Sport arriva su piattaforma EMA, elettrico e ibrido: Mark Cameron racconta vincoli, capacità off-road e i piani (enormi) per il futuro.
Defender Sport

Land Rover sta per mandare in produzione il Defender più piccolo di sempre, quattro metri e mezzo, doppio motore elettrico, e un cerchio rosso che diventa filosofia di marchio. La base tecnica scelta racconta già da sola la direzione presa da Jaguar Land Rover (JLR). Il nome ufficiale non è stato confermato, ma circola con insistenza quello di Defender Sport, costruito sulla piattaforma EMA, la stessa che ospiterà anche le prossime Evoque e Velar elettriche.

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Mark Cameron, amministratore delegato dei “sottomarchi” Defender e Discovery, parla di lavori “a buon punto”, senza sbilanciarsi su tempistiche. Si tratta del primo prodotto interamente nuovo da quando Defender è diventato marchio autonomo, separato da Land Rover nell’approccio “House of Brands” di JLR, insieme a Range Rover e Discovery.

Defender Sport

La piattaforma EMA porta con sé vincoli inevitabili. Batterie sotto il pianale significano meno escursione e articolazione delle ruote rispetto all’attuale gamma, costruita su base D7. Cameron lo ammette: il pacco batterie va a discapito proprio di quella silhouette verticale, spigolosa, “molto Defender” a cui i clienti sono abituati. Eppure la trazione integrale resterà, il che lascia presagire una configurazione a doppio motore elettrico, e Cameron promette comunque capacità off-road “leader di categoria”.

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Sul fronte motori, l’EMA aprirà anche all’ibrido, oltre al full electric: una scelta che pesa parecchio se si guarda al principale mercato del Defender, gli Stati Uniti, dove l’elettrificazione resta un tema scivoloso. Non a caso Cameron parla di “offrire la più ampia scelta possibile, il più a lungo possibile”: benzina, diesel e ibridazioni intermedie continueranno a convivere.

Sui tempi di sviluppo, JLR rivendica una scelta quasi controcorrente: niente cicli di test accelerati per inseguire i marchi cinesi, ma almeno due inverni e due estati di prove per ogni Defender. Una filosofia che stride con la velocità di alcuni concorrenti, ma che Cameron difende apertamente come parte del DNA di lusso del marchio.

Defender Sport render

Quanto al futuro della gamma, Cameron la definisce semplicemente “enorme”, aprendo a scenari che vanno da un possibile pick-up per il mercato americano fino a compatte pensate per le strade europee. Nessun riferimento ai volumi: la strategia dichiarata punta su margini e nicchie, non su quote di mercato.

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