Negli ultimi giorni, sui social sono comparse numerose immagini e video che mostrano i Cybercab di Tesla circolare per le strade di Austin. Veicoli autonomi dall’aspetto futuristico, che sembrano quasi usciti da un film di fantascienza, che si mescolano al traffico quotidiano accanto ad auto del tutto normali.
I mezzi avvistati presentano già l’aspetto molto vicino a quello della versione definitiva. A bordo però è ancora presente un volante removibile, così come gli specchietti laterali, e soprattutto un operatore Tesla incaricato di monitorare il viaggio e intervenire se necessario. Al momento, ogni veicolo che circola ad Austin in questa fase di test ha ancora una supervisione umana per motivi di sicurezza.
Tesla, cominciati i test del Cybercab in vista del debutto

Secondo diversi residenti di Austin, questi prototipi stanno diventando sempre più comuni sulle strade della città. E il Texas non è l’unico teatro dei test. Avvistamenti simili sono stati segnalati anche in California, nei pressi del Visitor Center di Apple, e sulla pista di prova dello stabilimento Tesla di Fremont. Tutti indizi che suggeriscono un’intensificazione delle prove su strada.
Durante l’assemblea degli azionisti del 2025, Elon Musk ha indicato aprile 2026 come possibile periodo di avvio della produzione dei Cybercab. Come spesso accade con il CEO di Tesla, le ambizioni sono altissime. Musk ha parlato apertamente di un obiettivo quasi fantascientifico, ovvero quello di arrivare a produrre un Cybercab ogni dieci secondi. Un traguardo che appare estremamente ambizioso, soprattutto in un contesto in cui la concorrenza, a partire da BYD, è sempre più aggressiva e Tesla sta spostando molte risorse anche su robotica e intelligenza artificiale, come dimostra il progetto Optimus.
Dietro le immagini suggestive, però, la situazione reale è più complessa. I video dei Cybercab in strada possono far pensare che il robotaxi Tesla sia ormai pronto, ma i limiti tecnologici e soprattutto normativi restano significativi. Negli Stati Uniti, Tesla non ha ancora ottenuto le autorizzazioni necessarie per testare veicoli completamente autonomi senza supervisione umana su strade aperte al traffico. È per questo che, anche nei prototipi più avanzati, c’è sempre qualcuno a bordo.

Il percorso verso la guida autonoma totale è lungo e tutt’altro che lineare. Waymo, oggi considerata il riferimento del settore, ha impiegato oltre quindici anni di sviluppo e centinaia di milioni di chilometri percorsi, e ancora opera solo in aree limitate e in condizioni controllate. A complicare il quadro c’è anche l’attenzione delle autorità, con la NHTSA che sta indagando su diversi incidenti che coinvolgono Tesla dotate di Full Self-Driving, incluso un caso mortale nel 2023.
Secondo S&P Global Mobility, un’autonomia di livello 5 realmente operativa non arriverà prima del 2035. E oltre alla tecnologia resta anche un altro ostacolo: quello di conquistare la fiducia del pubblico, forse ancora troppo restio a farsi scarrozzare da un auto senza volante né pedali.
