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Hormuz chiuso, le auto elettriche e ibride fanno risparmiare 20 miliardi di dollari in petrolio

Crisi di Hormuz: secondo Ember le auto elettriche e plug-in hanno evitato 20 miliardi di dollari di petrolio. Cina in testa, USA sorpassati da 15 paesi.
Nave cargo ormeggiata al porto al tramonto

Ember, centro di analisi energetica indipendente, attribuisce alle auto elettriche e ibride plug-in nei primi sei mesi della crisi di Hormuz un risparmio in acquisti di petrolio pari a circa 20 miliardi di dollari. Mentre le rotte del greggio si strozzavano, qualcuno ha continuato a viaggiare senza sentire il rubinetto gocciolare.

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Quei 20 miliardi non sono un assegno incassato dagli Stati né un risparmio netto per gli automobilisti. Sono il valore stimato della benzina che il parco elettrico ha evitato di bruciare, ottenuto moltiplicando ogni mese il carburante non consumato per il prezzo semestrale del Brent e sommando i risultati da marzo ad agosto. Matematica pura, ma pur sempre una stima. L’analisi copre 56 paesi, oltre il 90% delle vendite mondiali di elettriche e più dell’80% del mercato complessivo.

export di petrolio

Il podio, prevedibilmente, parla mandarino. La Cina da sola pesa circa 14 miliardi. L’Unione Europea mette sul piatto altri 3,1 miliardi, con Germania e Francia a trascinare il gruppo. Il peso dipende da quante elettriche circolano e da quanto, senza di esse, avrebbero bevuto i motori termici, dunque, la geografia del risparmio è la geografia delle flotte.

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Quanto ai protagonisti, le elettriche pure portano a casa 16,5 miliardi. Il resto è degli ibridi plug-in, che fanno un pezzo di strada a batteria ma si portano dietro un motore a combustione. Il mercato come la prende? Nei primi otto mesi del 2026 le full electric crescono dell’11% a livello globale. Le plug-in, invece, arretrano del 12%.

C’è anche quella classifica che a Detroit non leggeranno con entusiasmo. Quindici paesi, Brasile e India compresi, hanno superato per la prima volta gli Stati Uniti nella quota di vendite di auto a zero emissioni. Gli americani si fermano al 6% dei veicoli leggeri nei primi otto mesi, mentre 49 dei 56 mercati analizzati fanno già meglio. Attenzione, però, si parla di quota, non di volumi. Che l’India sorpassi in percentuale non vuol dire che venda più elettriche in valore assoluto.

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Auto elettrica in ricarica

Intanto la Cina ad agosto piazza nove elettriche pure tra le dieci auto più vendute. Fuori da Cina e Stati Uniti, le vendite di elettriche crescono di circa il 45% tra gennaio e agosto, spinte da incentivi e da un carburante diventato improvvisamente poco simpatico.

Ember, afferma comunque che la dipendenza dal petrolio non è sparita, e nessuno sta contando banconote. La prossima volta che uno stretto va in tilt, chi continuerà a riempire il serbatoio con il sorriso tirato avrà almeno il diritto di chiedersi quanto gli sia convenuto aspettare.