BYD ha l’occhio di Dio, ma in Europa dovrà tenerlo socchiuso fino al 2027. Il God’s Eye, l’assistente alla guida e alla navigazione urbana del colosso di Shenzhen, sbarcherà da noi solo se la legislazione europea darà il via libera.
Il debutto toccherà alla Denza Z9 GT, marchio premium del gruppo, e poi il sistema si allargherà al resto della gamma Denza e ai modelli BYD già in listino. Sulla carta è un pilota quasi autonomo, nella pratica è un Livello 2. Il guidatore deve supervisionare sempre, restare pronto a riprendere il controllo ed è l’unico responsabile, anche legalmente, se qualcosa va storto.
In Cina la storia è un’altra. Il God’s Eye è già alla quinta generazione e gira sul chip Xuanji A3 da 700 TOPS, contro i 500 dell’HW4 di Tesla. Digerisce in contemporanea radar, ultrasuoni, telecamere e il LiDAR sul tetto. Solo che l’Europa non è la Cina, e le regole qui si scrivono con più calma.
Intanto Tesla fa da apripista, spingendo il suo Supervised FSD (che cambierà nome presto in UE) verso la complicata omologazione nell’Unione Europea.
Xpeng, invece, non aspetta. Il suo NGP arriverà già nel primo trimestre, almeno in Germania, sul nuovo SUV G9L, che monta quattro chip AI Turing come P7+, X9 e L03. Al Salone di Parigi ha mostrato la versione VLA 2.0 con dimostrazioni da 30 minuti nel traffico parigino, probabilmente il più indisciplinato del continente, tra automobilisti creativi, pedoni e ciclisti. Con un conducente di sicurezza a bordo, ovviamente, come già visto con Tesla in Spagna.
BYD si consola con la ricarica. La Denza Z9 GT è stata la prima in Europa con il Flash Charging, che promette di fare il pieno in meno di dieci minuti. La seconda sarà la Atto 8, il grande SUV visto anch’esso a Parigi, con batteria da 115 kWh. I numeri ufficiali parlano di 9 minuti per passare dal 10 al 97% e di 5 minuti per arrivare al 70%. La Z9 GT, intanto, si offre con batteria da 100 o da 122,5 kWh, fino a 600 km WLTP, ed è quel che resta del cartellino quando l’elettronica è ancora in attesa di permessi.


