Mentre l’elettrico continua a inciampare tra infrastrutture inesistenti e prezzi proibitivi, il GPL si sta prendendo una rivincita inaspettata. Nel 2025 le vendite di modelli alimentati a gas di petrolio liquefatto sono cresciute del 10% in Europa, raggiungendo 347.717 unità. Non male per un carburante che tutti davano per morto.
Il merito, se così si può dire, va alla miopia dell’industria automotive. Di fronte agli stringenti limiti CAFE sulle emissioni di CO2 e a un mercato che non ha alcuna intenzione di abbracciare l’elettrico a scatola chiusa, il GPL si è trasformato da ripiego a soluzione transitoria quasi obbligata. Il Gruppo Renault, con il suo marchio Dacia, ha fiutato l’affare e domina il mercato con l’89% delle immatricolazioni e 228.962 unità vendute, più della metà grazie alla sola Sandero.

Il GPL emette fino all’11% di CO2 in meno rispetto alla benzina, praticamente zero particolato fine e 13 volte meno ossidi di azoto rispetto al diesel. Il nuovo Duster Hybrid-G 150 4×4 taglia le emissioni di 20 g/km e vanta un’autonomia di 1.500 km. E quindi, a seconda della regione e del Paese, bollino “green” e accesso alle Zone a Bassa Emissione. Si tratta sostanzialmente di un’auto che funziona davvero senza dover pianificare la vita attorno alle colonnine di ricarica.
L’Italia guida la classifica europea con 141.147 immatricolazioni, seguita dalla Spagna che ha visto un balzo del 77% arrivando a 59.284 unità. Il trattamento fiscale favorevole e i costi contenuti alla pompa fanno il resto. Invece, in Francia, il GPL rappresenta ancora meno dell’1% del parco circolante e il 3,5% delle nuove immatricolazioni. Troppo poco, troppo tardi.

Siamo davanti al solito muro, Bruxelles. Secondo Frank Marotte, direttore commerciale di Dacia, il GPL non sarà una soluzione praticabile oltre il 2030. L’inasprimento delle riduzioni di CO2 previsto per quella data cancellerà ogni vantaggio economico ed ambientale di questo carburante. Anche il CEO di Stellantis, Antonio Filosa, ammette che la transizione elettrica procede più lenta del previsto, ma il GPL rimane comunque un combustibile fossile. Come tale, c’è da dire addio a breve anche a lui.
