Ford: le ragioni dietro l’addio alle auto economiche

Ford dice addio a Fiesta e Focus per puntare su SUV ed elettriche più redditizie: ecco perché il brand ha cambiato rotta in Europa.
Ford Fiesta EV render Ford Fiesta EV render

Nella gamma di Ford non ci sono più né citycar né compatte. La Fiesta ha concluso la sua carriera dopo oltre 28 anni, mentre la Focus è uscita di scena senza un’erede designata. Oggi l’offerta Ford è composta quasi esclusivamente da SUV, pick-up e modelli elettrici, questi ultimi spesso proposti a prezzi tutt’altro che popolari. Di fatto, per chi cerca un’auto davvero accessibile, le opzioni sono diventate pochissime.

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Ma perché Ford ha scelto di abbandonare segmenti storicamente centrali per il mercato europeo? La risposta arriva direttamente dai vertici dell’azienda. Il costruttore ha ormai deciso di rinunciare alle auto a basso prezzo per concentrarsi su modelli più redditizi. Una scelta di cui, però, già se ne sono pentiti.

Ford ha detto addio alle compatte economiche: il CEO svela il motivo

Ford Focus SUV render
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Jim Farley, CEO di Ford, ha spiegato in una recente intervista al quotidiano argentino La Nación, che Ford non è mai riuscita a competere come voleva con i colossi asiatici sul terreno dei costi. “Abbiamo provato, ma non siamo stati in grado di reggere il confronto con Toyota e Hyundai-Kia”, ha ammesso. Nei segmenti delle utilitarie e delle compatte, i margini sono minimi e la concorrenza è spietata. Per restare competitivi servono volumi enormi, un’efficienza industriale impeccabile e una guerra dei prezzi che i costruttori giapponesi e coreani combattono con successo da decenni.

Per Ford, invece, ogni Fiesta o Focus venduta finiva spesso per generare profitti marginali, se non addirittura perdite, soprattutto in un contesto di costi crescenti legati allo sviluppo tecnologico e alle normative sulle emissioni. Di fronte a questa realtà, il marchio ha deciso di cambiare rotta.

La nuova strategia punta su veicoli ad alto valore percepito, con una forte identità e prezzi più elevati. Modelli come Bronco, Mustang e i pick-up della serie F incarnano perfettamente questo approccio. Generano margini più consistenti, rafforzano l’immagine del brand e permettono a Ford di concentrarsi sulla redditività piuttosto che sui grandi numeri. In altre parole, meno volume ma più valore.

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Questa scelta, però, non è priva di rischi. Gli investimenti massicci nell’elettrico hanno pesato in modo significativo sui conti del gruppo e alcuni modelli a zero emissioni si sono rivelati veri e propri buchi neri finanziari. Nonostante ciò, Ford continua su questa strada, convinta che una gamma più snella e meglio posizionata sia l’unica via sostenibile nel lungo periodo, anche a costo di abbandonare il ruolo storico di costruttore di auto popolari.

In Europa emerge però, come anticipavamo prima, un apparente paradosso. Ford ha recentemente confermato lo sviluppo di una piccola elettrica accessibile basata sulla Renault 5. Una mossa che sembra andare in controtendenza rispetto all’addio alle utilitarie. In realtà, la spiegazione è soprattutto normativa: introdurre una compatta elettrica serve a rispettare i severi limiti sulle emissioni di CO₂ imposti dalla normativa CAFE. L’obiettivo non è tornare ai volumi della Fiesta, ma evitare le pesanti sanzioni.