Dazi auto, accordo UE-USA: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio

UE e USA verso un accordo commerciale sui dazi: il 15% sulle esportazioni europee, auto incluse, ma con clausole di salvaguardia.
ue usa accordo dazi

Luglio, fatalmente, si avvicina e Bruxelles non è rimasta ferma a guardare. Parlamento e Consiglio europei hanno raggiunto un accordo provvisorio su due atti legislativi che traducono in norma gli impegni della dichiarazione congiunta dello scorso agosto con Washington. Un passo concreto verso quell’intesa commerciale UE-USA che potrebbe evitare all’industria europea, automobili in testa, una nuova ondata di dazi americani.

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Il contesto è quello che è. Donald Trump ha messo sul tavolo la minaccia di tariffe fino al 25% su beni strategici, veicoli e componentistica compresi, in assenza di un accordo entro il giorno dell’Independence Day. Una scadenza simbolica quanto politica, fissata al 4 luglio prossimo.

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L’ossatura dell’intesa ricalca la dichiarazione estiva: dazio massimo del 15% sulla gran parte delle esportazioni UE verso gli Stati Uniti, incluse auto, farmaci, semiconduttori e legname, e azzeramento speculare delle tariffe europee sulle importazioni americane. Fin qui, la struttura era già nota. La novità vera sta nelle clausole che Parlamento e Consiglio hanno inserito nell’accordo provvisorio che trasformano quello che potrebbe sembrare un atto di resa in qualcosa di più articolato.

La Sunset clause fissa al 31 dicembre 2029 la scadenza dei regolamenti principali, con obbligo di valutazione degli impatti su industria, agricoltura e PMI prima di qualsiasi proroga. La Steel solution consente di sospendere il trattamento preferenziale verso gli USA se entro fine anno Washington continuerà ad applicare tariffe oltre il 15% su acciaio e alluminio. La clausola di Suspension scatta se gli americani non chiariscono la propria posizione sulle esportazioni che fino al febbraio scorso beneficiavano del tetto agevolato.

A completare il quadro, un meccanismo di salvaguardia attivabile in caso di impennata delle importazioni con effetti dannosi sull’economia europea, con indagini obbligatorie e aggiornamenti trimestrali della Commissione. L’UE dice sì, ma si tiene aperte cinque porte sul retro.

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Sul piano procedurale, l’iter è quasi concluso. Il Comitato per il commercio internazionale dovrebbe votare il testo provvisorio il 2 giugno, poi passerà al voto plenario del Parlamento tra il 15 e il 18 giugno, e infine al Consiglio UE per l’approvazione definitiva. Il regolamento entrerà in vigore il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Per l’industria automotive europea, che aspettava segnali chiari, è una notizia che conta. Non risolve tutto, ma toglie dal tavolo lo scenario peggiore.