Volkswagen, l’ossessione di Trump per la Groenlandia fa male

Donald Trump rilancia sul caso Groenlandia e minaccia nuovi dazi UE-USA: l’industria automobilistica europea rischia un duro colpo economico.
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Donald Trump ha deciso di alzare la temperatura globale, ma non stiamo parlando del clima. Si tratta dell’affare Groenlandia. L’amministrazione americana ha recentemente minacciato dazi del 10% su tutte le merci provenienti da nazioni europee come Germania, Francia e Regno Unito, per citare le più potenti sul tavolo, colpevoli di aver sostenuto l’isola ghiacciata.

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Se le pretese di Washington non verranno soddisfatte entro l’1 giugno, con un sostanziale “mollate l’osso ghiacciato”, il balzello salirà al 25%, sommandosi al fardello del 15% già attivo sulle esportazioni di auto dall’Unione Europea verso gli States.

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Per l’industria automobilistica europea, già impegnata a navigare tra la concorrenza cinese e una transizione energetica decisamente complessa, si tratta di un colpo basso. La Germania, locomotiva del settore, osserva i propri bilanci trasformarsi in un racconto horror: la sola Volkswagen stima che i dazi statunitensi siano costati circa 5 miliardi di euro nel 2025. Non sorridono nemmeno Porsche e Mercedes, mentre BMW tenta di limitare i danni grazie allo stabilimento messicano di San Luis Potosí, pur restando pericolosamente nel mirino.

Mentre Trump lancia avvertimenti, a Bruxelles l’atmosfera si fa pesante. Manfred Weber, presidente del PPE, ha chiarito che l’accordo commerciale UE-USA siglato lo scorso luglio è ormai congelato. L’approvazione del Parlamento Europeo, inoltre, è impossibile sotto il ricatto groenlandese.

Le regole comunitarie vietano dazi mirati a singoli Stati membri, poiché la politica tariffaria è competenza esclusiva dell’Unione. Eppure, il Tycoon sembra intenzionato a ignorare i manuali di diritto per puntare dritto al portafoglio dei costruttori.

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Hildegard Müller, presidente della VDA (associazione dei costruttori tedeschi), invoca una risposta “strategica e intelligente” per evitare il collasso. Se l’Europa non troverà una contromossa efficace sulla decisioni possibili di Donald Trump, l’effetto collaterale sarà inevitabile: i prezzi delle auto in arrivo Oltreoceano saliranno a livelli siderali, diventando ancora più distanti dalle possibilità di molti consumatori.