Entrare in una concessionaria nel febbraio 2026 richiede ormai lo stesso coraggio di un tuffo in una vasca di squali. Gli ultimi dati sul prezzo medio delle auto nuove confermano quello che ogni automobilista sospettava guardando con malinconia il proprio conto corrente. Il costo d’acquisto è diventato una scalata impressionante.
Non è più solo una questione di inflazione, ma di una metamorfosi genetica del mercato automotive che sembra aver dichiarato guerra al concetto di “economico”. Se un tempo il segmento B era il rifugio sicuro per le famiglie medie, oggi quei listini sembrano compilati da un folle, con cifre che superano agilmente la soglia dei 30.000 euro per modelli che, fino a pochi anni fa, definivamo “utilitarie”.

La colpa è quel mix letale di tecnologia obbligatoria, normative sulle emissioni sempre più stringenti e quella brama di “premiumizzazione” che ha contagiato anche i marchi generalisti. Ogni auto è ormai un concentrato di ADAS, sensori e schermi, ma che finiscono inevitabilmente per gonfiare la fattura finale.
L’auto elettrica, dal canto suo, continua a giocare il ruolo della primadonna costosa. Nonostante i progressi produttivi, il divario di prezzo con i modelli termici (ormai quasi ibridizzati a forza) resta una barriera che nemmeno i più generosi incentivi statali riescono a abbattere del tutto.
Il risultato è un parco auto circolante che invecchia mentre i cittadini guardano ai finanziamenti auto con terrore. Il prezzo medio del nuovo, nel mese di febbraio 2026, ha raggiunto i 36.421 euro, l’1,9% in più rispetto allo stesso mese del 2025, con un incremento leggermente al di sopra dell’inflazione media annua del 2025.

Il dato che salta subito all’occhio dall’analisi dell’Osservatorio Quattroruote Professiona è che una vettura del segmento A costa in media 19.485 euro, quindi oltre 19 mila euro anche per la categoria più compatta. La fotografia completa per segmento vede, nel dettaglio, la media Segmento B a 26.349 euro, Segmento C a 40.570 euro, Segmento D a 61.151 euro, Segmento E a 97.492 euro e Segmento F a 155.383 euro. Il Segmento S di sportive e vetture di lusso (se prima non lo fosse già) a 261.591 euro.
Emerge chiaramente che le utilitarie e le compatte (A, B, C) mostrano aumenti moderati ma costanti. Il segmento D registra un leggero calo (-3,1%), così come il segmento F (-4,6%).Il segmento E è quello con l’aumento percentuale più forte (+6,7%). Le sportive e le vetture di altissima gamma, invece, neanche a dirlo, superano ampiamente i 260 mila euro di media.
