Nel primo trimestre del 2026, CATL ha registrato un utile netto di circa 3 miliardi di dollari. Non è una notizia da prima pagina per chi segue i mercati finanziari, ma lo diventa quando si scopre che quella cifra supera i guadagni combinati di sette grandi case auto cinesi messe insieme, con quasi mezzo miliardo di dollari di distacco. Parliamo dunque di un fornitore che guadagna più dell’intera sua clientela, in un solo trimestre.

CATL produce le batterie che alimentano la maggior parte dei veicoli elettrici venduti nel mondo senza il bisogno di costruire auto e gestire concessionarie. Eppure detiene quasi la metà del mercato cinese delle celle per EV nel periodo gennaio-marzo, con una quota in crescita anno su anno nonostante la progressiva eliminazione dei sussidi governativi, il tipo di vento contrario che, di solito, si fa sentire sui bilanci.
Il confronto più imbarazzante, però, riguarda Toyota. Il più grande produttore di automobili del mondo, circa 10 milioni di vetture vendute ogni anno, ha chiuso lo stesso trimestre con un utile operativo di 3,8 miliardi di dollari. Sufficiente a restare davanti a CATL, ma appena.
Da sottolineare è, però, che quel risultato arriva dopo un crollo del 49% su base annua, effetto combinato dei dazi americani e della pressione crescente dei costruttori cinesi. Dodici mesi prima, Toyota aveva registrato un utile netto trimestrale di 5,8 miliardi.

Il sorpasso non è ancora avvenuto, ma la traiettoria è quella. Un’azienda che non ha mai prodotto un’automobile in vita sua si è avvicinata al vertice dell’industria globale dell’auto in modo abbastanza inquietante da rendere il dato degno di nota anche al di fuori delle pagine finanziarie.
La catena del valore si sta ridisegnando, e chi la controlla non sta necessariamente costruendo il veicolo finale ma, a quanto pare, sta costruendo la parte che nessuno può più fare a meno di comprare.
